Augusta: una proposta pacifista in consiglio comunale

16.11.2017 - Redazione Italia

Augusta: una proposta pacifista in consiglio comunale

Giuseppe Schermi è stato Vicesindaco della giunta M5s ed ora consigliere comunale del collettivo spontaneo di DiEM25 ad Augusta, città tristemente nota per il suo porto petrolchimico, pericolosamente condiviso con il pontile NATO e la flotta della Marina Militare, una delle tante “servitù” che in particolare la Sicilia deve pagare la sua posizione strategica di portaerei del Mediterraneo. Augusta è poi anche il principale porto di sbarco dei flussi migratori dalla Libia. Insomma una cittadina di 36mila abitanti messa a dura prova da superiori interessi economici internazionali e nazionali. Pochi giorni fa Giuseppe ha fatto una proposta di modifica dello statuto comunale in senso “pacifista”.

Puoi intanto riassumere la questione delle servitù militari di Augusta e delineare un po’ la sua storia?

Ricordo con orgoglio il mio debutto ufficiale nel 2015 da allora assessore con delega al Porto ad una tavola rotonda organizzata dalla Marina Militare. Iniziai con queste parole: Augusta città senza costa. La sala si gelò. Benchè infatti siano passati quasi 70 anni dalla fine della guerra, gran parte delle coste sono occupate o dalla Marina Militare da una parte o dalla Capitaneria di Porto dall’altra. Se a ciò si aggiunge che ancora la città scarica a mare i reflui fognari, ecco il paradosso: la “Città dai due porti” per la caratteristica forma allungata che crea due ampie insenature, in realtà non ha sbocco a mare ed addirittura paga servitù di passaggio per connetter l’isola alla terra ferma o passare i propri scarichi.

Quali sono i punti della proposta al vaglio del Consiglio comunale?

Innanzitutto la proposta incorpora già le modifiche emerse dalla discussione della Commissione consiliare competente a Luglio scorso. Per un problema tecnico degli uffici invece è stata discussa e bocciata una precedente proposta diciamo più ‘radicale’. Si punta ad inserire fra gli obiettivi politici dello Statuto comunale, che è un po’ la carta costituzionale della comunità locale, la promozione di una cultura della pace e dei diritti umani. L’altro obiettivo è il disarmo del territorio, incluso le esercitazioni di guerra della NATO a largo del Porto, nelle quali già lo scorso Marzo sono stati impiegati sommergibili a propulsione nucleare nella totale assenza di qualunque piano di emergenza o di protezione civile. Pensate cosa potrebbe accadere in caso di incidente nucleare all’interno di un porto petrolchimico.

È paradossale che l’italia ripudi la guerra o che abbia votato contro il nucleare per scopi civili ma poi consenta che si giochi a far la guerra a ridosso di un’area ad alto rischio sotto tutti i punti di vista e non dimenticando anche quello sismico. Viene anche citato a supporto anche il trattato per l’abolizione degli armamenti nucleari che mi auguro anche il governo Italiano firmi, su mozione approvata già a Settembre dalla Camera dei deputati.

Al fine quindi di dare concreta attuazione agli obiettivi pacifisti si propone anche l’introduzione di una Consulta per la Pace, Per la nonviolenza ed il disarmo.

Ultimo ma non meno importante l’istituzione di una giornata in cui i più piccoli entrano in consiglio comunale e votano un progetto che la giunta poi si impegna a realizzare. Serve a piantare il seme della democrazia e della partecipazione alla ‘res pubblica’.

Quando verrà discussa e con che prospettive?

I consiglieri comunali hanno tutti bocciato la proposta al primo giro di boa nonostante la non contrarietà in commissione. È quindi giusto che si prendano il loro tempo per comprendere bene, se è realmente questo di cui hanno bisogno. Diverso sarebbe il caso in cui ciò fosse solo un pretesto dilatorio. La lobby militarista è forte ed addirittura il capogruppo di maggioranza è un militare della Marina. Ha già una volta votato contro in nome del suo gruppo difendendo gli obblighi di fedeltà al Patto Atlantico. Inutile dire che visto che il M5s in consiglio ha 17 consiglieri su 30, senza di loro la proposta resterà solo negli archivi.

Che attività si stanno svolgendo sul vostro territorio per far cambiare la posizione dell’Italia sul Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari?

Lo scorso Maggio il Comitato NO Muos ha organizzato un evento in piazza col contributo filmato del prof. Zucchetti. Avevo sentito parlare di sommergibili nucleari, ma davvero non avevo alcuna idea di quanto grave sia il pericolo in un area petrolchimica. Gli effetti domino sarebbero letali, e noi cittadini siamo totalmente ignari. Pensate che solo dopo una denuncia in Procura si sta provvedendo ad aggiornare i piani di emergenza, ma a cosa serve aggiornarli se poi manca la concertazione col territorio? Qui già il tasso di incidenza tumorale è il più alto della provincia di Siracusa ed i ragazzi vanno via per mancanza di prospettive occupazionali. La gente vuole lavoro salubre non aumentare l’esposizione a grandi rischi. La guerra la vadano a fare in casa loro. Nemmeno negli USA si consente l’ingresso dei navigli nucleari nei porti civili. Si vede che i nostri porti sono giudicati incivili.

Quali sono in questo momento le attività delle Citta NO MUOS a cui tu chiedi di aderire?

La mia proposta nasce dopo un lungo dibattito in aula per installare 3 cartelli agli angoli della Città che recitano “Augusta Città NO Muos”. Avevo proposto di riempirlo di contenuti visto che siamo una città altamente militarizzata. Ma la mozione passò a Maggio così per come il gruppo consiliare M5s la propose. Però mi dissero di esser perfettamente d’accordo, solo la forma tecnica era sbagliata. Non dovevo far un emendamento alla mozione ma una proposta. Io a Giugno l’ho fatto ma adesso è ancora tutta in salita.

Categorie: Europa, Interviste, Politica
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