Un giudice federale del Maryland ha bloccato varie parti della versione più recente di “Travel Ban” del Presidente Trump, infliggendo un secondo colpo al suo tentativo di impedire l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di otto paesi. Con una sentenza emessa mercoledì, il giudice distrettuale del Maryland Theodore Chuang ha dichiarato che è stato lo stesso Trump a convincerlo con le sue parole che l’ultima versione costituisce “un’ineludibile riproposizione del Muslim Ban, che si è tentato già due volte di imporre”. Questa decisione è arrivata solo un giorno dopo che un giudice federale delle Hawaii aveva bloccato la maggior parte dell’ultima versione del bando, poche ore prima che entrasse in vigore.

Le due sentenze sospendono temporaneamente le parti che avrebbero impedito l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di Iran, Libia, Siria, Yemen, Somalia e Ciad, ma permettono l’entrata in vigore della parte riguardante alcuni funzionari governativi nord-coreani e venezuelani.

Questo è il terzo “Travel Ban” proposto da Trump e il primo che comprende il Ciad, un piccolo paese africano alleato degli Stati Uniti. Pare che il Ciad sia stato inserito perché aveva finito la carta speciale usata per i passaporti e non aveva potuto sottoporre un campione recente di questo documento al Dipartimento della Sicurezza Nazionale americano.