Uzbekistan, prigioniero di coscienza torna in libertà a metà della pena

24.08.2017 - Riccardo Noury

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

Uzbekistan, prigioniero di coscienza torna in libertà a metà della pena

Erkin Musaev, ex funzionario del governo uzbeco e poi delle Nazioni Unite, è stato rilasciato il 14 agosto, con 10 anni d’anticipo rispetto alla fine della pena.

Nel 2007, al termine di un processo irregolare basato su confessioni estorte con la tortura e con le minacce di ritorsioni ai danni dei suoi familiari, Musaev era stato condannato a 20 anni di carcere per “spionaggio in favore di uno stato membro della Nato” e “uso improprio di fondi delle Nazioni Unite”.

Amnesty International lo aveva adottato come prigioniero di coscienza e nel 2014 aveva lanciato un appello mondiale per la sua scarcerazione. L’invio di firme alle autorità uzbeche e di lettere al detenuto è proseguito fino alle ultime settimane.

Questo è il ringraziamento che Musaev ha volto inviare a tutti gli attivisti dell’organizzazione per i diritti umani: “Voglio esprimere la mia profonda gratitudine agli attivisti di Amnesty International e a tutte le persone che hanno sostenuto me e la mia famiglia in un momento difficile. Il mio rilascio è stato un grande successo e il vostro contributo è stato immenso.

Quando sono iniziate ad arrivare le lettere degli attivisti, il comportamento della direzione della colonia penale dove ero detenuto è cambiato. Il personale ha iniziato a trattarmi con maggiore considerazione e sono stato assegnato a lavori meno duri.

Secondo mio padre, dopo la campagna di Amnesty International è cambiato anche l’atteggiamento della comunità internazionale.

Voglio aggiungere che questo è solo l’inizio della vittoria, poiché la campagna di Amnesty International ha dato speranza e voglia di lottare ad altri prigionieri che stanno scontando condanne vergognose e alle loro famiglie. Molte persone che si trovano nella colonia penale hanno assistito alla nostra lotta. Avete dato speranza alla loro anima. Grazie per tutto ciò che avete fatto per me!”

 

Categorie: Asia, Diritti Umani
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