Emergenza caldo e Ius Soli

18.07.2017 - Giovanni Succhielli

Emergenza caldo e Ius Soli
(Foto di http://monteverdeantirazzista.blogspot.it)

Nel giugno del 2013 il Movimento Cinque Stelle presentava una proposta sullo Ius Soli tra le più favorevoli ai minori ‘stranieri’ mai fatte. Esattamente quattro anni più tardi, non ha votato quella presentata dal Partito Democratico.

Fino a qualche mese fa, associare i migranti a rifiuti e parlare di ‘assedio’ era una prerogativa – estremamente criticata – dei giornali di centrodestra. “Libero” e “Il Giornale” tra tutti. Il 16 e il 17 luglio scorsi, il Corriere della Sera titolava rispettivamente in prima e in quinta pagina: “Sbarchi, i perché di un assedio” e “L’Italia non può diventare la discarica di tutta l’Africa” (cit. Gilles Kepel, politologo ed accademico, ndr).

Soltanto pochi giorni prima, il segretario del PD Matteo Renzi aveva sdoganato un’espressione usata sino ad allora dalla Lega Nord, affermando che i migranti bisogna “aiutarli, per davvero, a casa loro”.

Conclusione: lo Ius Soli è rinviato all’autunno – così ha deciso il premier Gentiloni.

Il Parlamento pare quindi aver stabilito che la situazione emergenziale durante queste prime settimane di stagione calda richiede una svolta: uno spostamento a destra del linguaggio e delle posizioni.

Il punto è stato proprio aver trattato la questione-migranti come eccezionale e non, al contrario, strutturale. L’impianto law and order della legge Bossi-Fini aveva esattamente questo caposaldo. Le commissioni territoriali per la valutazione delle richieste di asilo sono state aumentate soltanto quest’anno con il dl Minniti, poiché sommerse di lavoro. Così come i centri per i migranti.

Ma il provvedimento non prevede effettivi meccanismi di integrazione nel tessuto cittadino togliendo, anzi, ai richiedenti asilo un grado di giudizio – l’appello – sui tre previsti per i cittadini italiani. Un bieco tentativo di diminuire l’enorme mole di procedimenti nei tribunali.

Il cosiddetto Fondo per l’Africa dell’UE ha poi raccolto appena 238 milioni di fondi dagli Stati sovrani sui 2,8 mld previsti, e soltanto tra pochi giorni l’Italia dovrebbe sbloccare altri 200 milioni. Nel frattempo, sono passati sei anni dall’inizio della guerra in Siria e dalla stagione delle Primavere Arabe (con la morte di Gheddafi), decisive per l’inizio di un costante e sempre più consistente flusso migratorio verso l’Europa.

L’ultimo rapporto di Amnesty International – The perfect storm – fa d’altronde intuire che questo spirito di ‘collaborazione’ con i paesi africani è perfettamente inutile, se non addirittura dannoso. L’aiutarli “a casa loro” non tiene conto del fatto che la Guardia Costiera libica – finanziata e istruita dagli europei – nell’abbordare le imbarcazioni di migranti mette in pericolo delle vite, invece di salvarle. Una volta rimpatriato in Libia, poi, chi fugge viene rinchiuso in centri di detenzioni nei quali non solo non si distingue sul suo status (richiedente asilo, migrante economico), ma dove spesso rischia di essere vittima di tortura o stupri. Per l’Unione Europea è la politica del ‘occhio non vede, cuore non duole’.

Amnesty suggerisce invece di far avvicinare alle coste libiche le navi internazionali per il salvataggio, poiché il continuo peggioramento delle condizioni delle imbarcazioni di migranti rende impossibile a queste sostenere il mare anche solo per poche miglia.

D’altronde, traversate ancor più difficili e dure – come vorrebbe la destra – significherebbero meno donne e bambini in grado di sostenere i viaggi, e un incremento del numero di uomini. Che, privati di qualsiasi senso di cittadinanza dopo un esodo estenuante e rinchiusi in ‘centri di identificazione’, andrebbero ad aumentare la percezione di pericolo negli italiani. Nonostante negli ultimi anni ogni tipo di delittuosità in Italia sia costantemente calato, secondo il Ministero dell’Interno.

La stessa associazione dello Ius Soli, da parte dei suoi sostenitori, ai flussi migratori aumenta una tale sensazione di insicurezza. La quale fa sì che i partiti si spostino sempre più a destra.

Così, il provvedimento è rimandato: sebbene il 2017 si profili come l’ennesimo anno-record per arrivi che di certo non diminuiranno, il ministro Alfano dice che il rinvio è una decisione di buon senso. “Farlo ora, nel pieno degli sbarchi, sarebbe contro ogni logica”.

Ci si penserà, forse, in autunno: adesso siamo in piena emergenza, pare. E poi fa troppo caldo.

Categorie: Diritti Umani, Europa, Opinioni, Politica
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