Un recente rapporto di CELAG (Centro Estratégico Latinoamericano de Geopolítica) analizza l’indebitamento del Paraguay sotto il governo di Horacio Manuel Cartes Jara. Un fattore importante della situazione economica di questo paese, in quanto il debito non è stato indirizzato a una politica di sviluppo.

La ventiquattresima Marcha Campesina si realizzerà in Paraguay il 28 e 29 marzo. La parola d’ordine sarà SIN REFORMA AGRARIA NO HABRÁ PAZ (senza riforma agraria non ci sarà pace).

Vi saranno concentrazioni principalmente a San Pedro (Santaní), Canindeyú (Curuguaty), Caaguazú (Caaguazú), Guaira (Villarrica). Il 28 marzo, dalle 08:00, e dalle ore 18 marzo e partiranno in convoglio a Asunción dove il 29 vi sarà la manifestazione. Ancora una volta sarà denunciata la sofferenza del campesinado nel paese e il governo di Cartes che ha continuato a concedere tutti i privilegi ai grandi proprietari terrieri, le grandi imprese e gli esportatori agricoli e ha messo da parte la riforma agraria.

Il Paraguay è economicamente dipendente dall’agricoltura, che insieme alla zootecnia fornisce i due terzi del Pil. Il 2% della popolazione controlla la maggioranza delle terre, l’oligarchia dei propietari sfrutta ed emargina i campesinos che si battono da sempre per la proprietà della terra che lavorano. La mancanza di una riforma agraria, il 2% della popolazione controlla il 98% delle terre coltivabili, è la causa della disuguaglianza sociale e della povertà dei campesinos e la riforma è la condizione necessaria per un cambio politico e sociale. Il Paraguay è un fronte caldo e sanguinoso, in America Latina e nel mondo intero, delle lotte per il diritto alla terra. Dopo la guerra (un vero e proprio sterminio) che Argentina, Brasile e Uruguay fecero al Paraguay a metà del’800 per distruggere l’avvio dell’industrializzazione del paese che entrava in contraddizione con gli interessi di Sua Maestà britannica, furono concesse vaste fette del paese a grandi gruppi dei paesi vincitori. Inizio così lo spoglio della terra coltivabile ai danni dei contadini che da sempre le possedevano. Questa situazione si aggravò nella seconda metà dell’900 con l‘arrivo di famiglie e gruppi economici brasiliani che espropriarono illegalmente, ma con la connivenza della dittatura di Stroessner, le migliori terre rimaste. Uno dei temi forti che portarono per la prima volta al potere un’esponente dei settori popolari, l’ex vescovo Fernando Lugo, è stata proprio la promessa di attuare una riforma agraria che potesse ridare dignità e terra da lavorare alle centinaia di migliaia di contadini senza terra, costretti ad emigrare nella vicina Argentina o a sottostare a condizioni di lavoro di tipo feudale.

Lugo fu rovesciato prendendo spunto dall’ assassinio a Curuguaty di 11 campesinos e 6 agenti polizia avvenuto il 12 giugno 2012. Il golpe contro Lugo avvenne una settimana dopo.

La vicenda del massacro di Curuguaty non è ancora chiusa.

Amnesty International nel suo rapporto 2016-17 sulla situazione in Paraguay ha dichiarato quanto segue.

“IL SISTEMA GIUDIZIARIO

Nel mese di luglio, l’Alto Commissario dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha espresso preoccupazione per la condanna di 11 contadini in relazione a un massacro che ha avuto luogo a Curuguaty nel 2012 che ha lasciato 17 morti. Irregolarità nei procedimenti giudiziari per quanto riguarda il diritto a una difesa adeguata sono stati segnalati e un giusto processo.

Nel mese di ottobre, a seguito di una raccomandazione formulata nel corso della revisione periodica universale, il Senato ha iniziato il processo di istituire una commissione indipendente per indagare sulla strage di Curuguaty, al fine di garantire l’accesso alla giustizia per le vittime e le loro famiglie.”

A fine di febbraio 2017 parenti degli undici campesinos assassinati, accompagnati da attivisti di Amnesty International, si sono incontrati con il presidente del Congresso del Paraguay, Robert Acevedo, e il ministro della Giustizia, Éver Martinez, per conesegnare il rapporto e comunicare la loro richiesta che la comissione inizi l’investigazione.

Efe Martina Paredes, sorella di due campesinos assassinati, che partecipò alla riunione ha dichiarato alla stampa che la Commissione si sarebbe sarebbe subito recata nel luogo del massacro, Marina Kué, ma non vi sono ancora notizie precise su questa visita.

Lo scopo è che la Corte d’Appello di Salto del Guaira annulli la sentenza che nel mese di luglio 2016 condannò tra 4 e 30 anni di carcere undici campesinos innocenti accusati ingiustamente di aver ucciso sei poliziotti durante lo sgombero illegale di Marina Kué.

Durante la Marcha Campesina dei prossimi 28 e 29 marzo sicuramente si parlerà del massacro di Curuguaty e di possibili risultati dell’investigazione della Commissione. Come si affronteranno casi simili quello che accade a Marina Kué. Per esempio, il 3 gennaio scorso più di 60 famiglie di contadini sono stati sfrattati a Colonia Guahory, una città nel distretto di Tembiaporã reparto Caaguazú, 200 chilometri da Asunción. L’operazione è stata condotta dalla polizia, rispondendo alla domanda di produttori brasiliani, brasiguayos, che possiedono più di 2000 ettari di terreno nella zona. come descritto Come risultato della repressione, vi furono 20 campesinos feriti e 12 arrestati e poi rilasciati.

https://www.youtube.com/watch?v=6Mc4M04LnUw