Nuove leggi devastanti portano l’Europa in uno stato profondamente pericoloso di permanente emergenza in tema di sicurezza; lo afferma Amnesty International con la pubblicazione di una analisi dettagliata sul rapporto tra i diritti umani e le misure antiterrorismo adottate da 14 Stati membri dell’Unione Europea.

Il rapporto, intitolato “Pericolosamente sproporzionato: uno stato di sicurezza nazionale sempre più in via di espansione in Europa’’ rivela che una serie di leggi e emendamenti approvati in gran fretta stanno minacciando le libertà fondamentali degradando le garanzie per la protezione dei diritti umani, che sono stati conquistati dopo tantissimi anni di aspre battaglie.

 

“Sulla scia di una serie di terribili attentati terroristici, da Parigi a Berlino, i governi si precipitarono a ‘passare’ un’ondata di misure sproporzionate”, ha dichiarato John Dalhuisen, direttore per l’Europa di Amnesty International.

“Considerati singolarmente questi singoli emendamenti antiterrorismo sono giá abbastanza allarmanti, ma nel loro insieme, formano una situazione nella quale poteri incontrollabili stanno violando libertà che da tanto tempo erano date per scontate.”

Il rapporto, basato su oltre due anni di ricerche condotte in 14 stati membri dell’ Unione Europea e sulle analisi delle misure adottate a livello mondiale ed europeo, rivela fino a che punto le nuove leggi e politiche per affrontare la minaccia del terrorismo, abbiano schiacciato le garanzie per la protezione dei diritti umani.

“Rischiamo di creare società nelle quali la libertà sarà l’eccezione e la paura sarà la regola.” Ha dichiarato John Dalhuisen.

In molti paesi, le misure anti-terrorismo che sono state proposte o attuate hanno eroso lo stato di diritto, hanno rafforzato i poteri esecutivi, hanno messo a nudo i controlli giudiziari, hanno limitato il diritto alla libertà di espressione e hanno esposto i loro cittadini a forme di sorveglianza incontrollabile da parte dei governi. L’impatto di queste misure nei confronti degli stranieri e le minoranze etniche e religiose è particolarmente pesante.

“Mentre la minaccia posta dal terrorismo è indubbiamente reale e deve essere affrontata con determinazione, il ruolo dei governi dovrebbe essere quello di garantire la sicurezza ai cittadini in modo che possano godere dei loro diritti senza rischiare di perderli in nome della sicurezza” ha dichiarato John Dalhuisen.

“I governi della UE utilizzano le misure anti-terrorismo per consolidare superpotenze, per prendere di mira gruppi specifici in modo discriminatorio e per togliere i diritti umani con il pretesto della loro difesa. Rischiamo di creare società nelle qualli la libertà sarà l’eccezione e la paura sarà la regola “.

I paesi elencati nel rapporto sono Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Slovacchia, Spagna e Regno Unito.

Il rapporto non fa alcun riferimento specifico a ciascuno stato membro dell’Unione Europea, tuttavia la maggior parte di essi hanno pubblicato o adottano leggi e /o hanno condotto operazioni per la sicurezza nazionale, simili a quelle analizzate in questo rapporto. Il rapporto è stato pubblicato in vista della adozione della Direttiva sulla lotta contro il terrorismo dell’UE, l’ultimo sforzo regionale per fare le leggi anti-terrorismo comuni, uno sforzo che potrebbe condurre a un duro colpo per i diritti umani dell’Unione Europea.

Traduzione dal greco: Olga Liakaki