Una lettera congiunta da parte di una sezione trasversale di Eurodeputati chiede alla Vice Presidente Federica Mogherini di agire con urgenza sulle violazioni di diritti umani in Nigeria.

16 membri del Parlamento dell’Unione europea hanno scritto una lettera congiunta all’Ufficio affari esteri e politiche sulla sicurezza dell’Unione europea che condanna il perpetuarsi della detenzione illegale di Nnamdi Kanu, il leader dei popoli indigeni del Biafra (IPOB), e di due altri attivisti del Biafra, Benjamin Madubugwu e David Nwawusi, da parte del governo nigeriano guidato dal presidente Muhammadu Buhari. E’ Julie Ward, un membro del Parlamento dell’Unione Europea che rappresenta nord-ovest dell’Inghilterra, la mente dietro questa lettera all’Alta Commissione dell’Unione Europea.

La lettera è stata indirizzata a Federica Mogherini, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e Vice Presidente della Commissione dell’Unione Europea, denunciando l’uso eccessivo della forza su attivisti pacifici del Biafra da parte degli agenti di sicurezza della Nigeria, che ha portato alla esecuzioni extragiudiziali di centinaia di attivisti. Migliaia di persone sono state sottoposte a vari gradi di prigionia e trattamenti inumani.

Di seguito il testo della lettera:

Sig.ra Federica Mogherini
Alto rappresentante dell’unione per gli Affari esteri e la politica sicurezza
Servizio Europeo per l’Azione Esterna
1046 Bruxelles
Belgio

19 dicembre 2016

Gentile Signora Mogherini,
Scriviamo in merito alla detenzione illegale di Nwannekaenyi “Nnamdi” Kenny Okwu Kanu, cittadino britannico-nigeriano per doppia cittadinanza e leader del popolo indigeno del Biafra (IPOB), e alla continua violenza contro i sostenitori IPOB perpetrata dal Governo nigeriano.

Dal 14 ottobre 2015, Kanu è illegalmente prigioniero della Repubblica federale della Nigeria, pur essendo stato assolto da tutte le accuse nei suoi confronti.

Le autorità hanno accusato Kanu e i suoi due coimputati, Benjamin Madubugwu e David Nwawuisi, del tentativo di rovesciamento del capo di Stato nigeriano attravero la diffusione di propaganda secessionista per mezzo della clandestina Radio Biafra, che si batte per l’indipendenza del Biafra dalla Nigeria. Kanu, Madubugwu e Nwawuisi negano tutte le accuse contro di loro.

Il 19 ottobre a Abuja, il magistrato in capo, l’onorevole Shuaibu, ha sollevato Kanu da tutte le accuse penali, tra cui la denuncia di appartenenza e di gestione di una società illegale, intimidazione criminale e associazione a delinquere. Shuaibu ha concesso a Kanu il rilascio su cauzione, per cui sono state soddisfatte tutte le condizioni, ma i Servizi del Dipartimento di Stato si sono rifiutati di liberarlo.

Le accuse di associazione a delinquere, di coinvolgimento nella società illegale e di intimidazione criminale sono state poi ritirate il 16 dicembre 2015, ma ancora Kanu, Madubugwu e Nwawuisi non sono stati rilasciati.

Il 17 dicembre 2015, il giudice Adeniyi Ademola ha ordinato il rilascio incondizionato di Kanu dalla custodia dei Servizi di sicurezza del Dipartimento di Stato, ma questo non è stato reso esecutivo.

L’avvocato di Kanu ha fatto appello alla Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS) per aiutare ad assicurare il suo rilascio, ma senza alcun risultato. Un processo previsto per il 5 ottobre 2016 è stato successivamente rinviato all’8 novembre, ed è ora stato posticipato al 9 febbraio 2017 a causa dell’insuccesso del Servizi del Dipartimento dello stato della Nigeria nel portare Kanu in tribunale. Il Governo Federale della Nigeria aveva in precedenza messo in guardia la corte comunitaria di ECOWAS con sede ad Abuja dall’intervenire nella detenzione e nel processo di Kanu.

E’ chiaro che i diritti umani fondamentali di Kanu, Madubugwu e Nwawuisi vengono gravemente violati. Human Rights Watch ha riportato la violazione dei diritti degli imputati, incluso il diritto a un processo equo[1].

Inoltre, il Governo nigeriano è stato accusato di violare i diritti umani di attivisti del Biafra. Decine di Biafrani sono in stato di detenzione per aver tentato di tenere o aver partecipato ad assemblee pacifiche. In diverse occasioni, le forze di sicurezza hanno usato una forza eccessiva contro gli attivisti pro-Biafra che hanno organizzato o partecipato a marce pacifiche di protesta[2]. Amnesty International ha documentato casi di arresti, sparizioni forzate, torture e spesso l’uccisione di sostenitori e membri di vari gruppi pro-biafrani nella regione[3]. Dal mese di agosto 2015 si stimano almeno 150 Biafrani uccisi dalle forze di sicurezza nigeriane. Tuttavia, non essendo state effettuate indagini ufficiali, si pensa che queste cifre siano molto più elevate[4].

Il diritto di riunione pacifica e di associazione, nonché il diritto alla libertà di espressione, sono protetti dalla costituzione nigeriana. Standard internazionali sui diritti umani richiedono anche che i funzionari delle forze dell’ordine debbano, per quanto possibile, ricorrere a mezzi non violenti. È chiaro che le autorità nigeriane non operano nel rispetto della Costituzione nigeriana o della Carta africana dei Diritti dell’uomo e dei popoli.

A nome dell’Unione Europea, soprattutto nel rispetto della partnership UE-Nigeria, la Nigeria EU Joint Way Forward, degli sviluppi del 6 ° dialogo ministeriale Nigeria-UE e del fatto che la Nigeria è un destinatario di aiuti UE, facciamo appello a Lei al fine di:

1. Sostenere l’immediato e sicuro rilascio di Nnamdi Kanu e dei coimputati Benjamin Madubugwu e David Nwawuisi.

2. Sfidare le azioni del Presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, e dei Servizi del Dipartimento di Stato nigeriano riguardo alla detenzione di Kanu, Madubugwu e Nwawuisi.

3. Richiedere un’indagine imparziale sugli arresti, le sparizioni forzate, le torture e le uccisioni di sostenitori e membri di vari gruppi pro-Biafra.

4. Denunciare le inaccettabili violenze contro i sostenitori del Biafra da parte delle forze di sicurezza nigeriane.

5. Fare di più per spingere il Governo nigeriano verso la salvaguardia dei diritti umani in Nigeria chiedendo garanzie sulla libertà di espressione di tutti i cittadini nigeriani, compreso il loro diritto a protestare senza subire danni, e la cessazione della violenza contro i Biafrani.

Nell’attesa una Sua risposta positiva.

Cordialmente,

Julie Ward (Eurodeputato)

Ana Gomes (Eurodeputato)

Bart Staes (Eurodeputato)

Beatriz Becerra (Eurodeputato)

Brando Benifei (Eurodeputato)

Catherine Stihler (Eurodeputato)

Ernest Urtasun (Eurodeputato)

Eva Joly (Eurodeputato)

Hilde Vautmans (Eurodeputato)

Jude Kirton-Darling (Eurodeputato)

Kati Piri (Eurodeputato)

Miapetra Kumpula-Natri (Eurodeputato)

Michèle Rivasi (Eurodeputato)

Nessa Childers (Eurodeputato)

Pascal Durand (Eurodeputato)

Philippe Lamberts (Eurodeputato)

[1] Human rights watch, ‘Nigeria dovrebbe rispettare i diritti dei manifestanti ‘, 12 ottobre 2016, https://www.hrw.org/news/2016/10/12/nigeria-should-respect-protesters-rights
[2] Amnesty International,’ Nigeria: Uccisione di inermi sostenitori pro-Biafra da parte militare deve essere urgentemente indagato’, 10 giugno 2016, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/06/nigeria-killing-of-unarmed-pro-biafra-supporters-by-military-must-be-urgently-investigated/
[3] Amnesty International,’ Nigeria: repressione sui giornalisti e assalto a proteste contrazione spazio civico’, 28 settembre 2016, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/09/nigeria-crackdown-and-shrinking-civic-space/
[4] Amnesty International,’ Nigeria: almeno 150 pro-biafra attivisti pacifici uccisi in agghiacciante repressione ‘, 24 novembre 2016, https://www.amnesty.org/en/latest/news/2016/11/peaceful-pro-biafra-activists-killed-in-chilling-crackdown/

Fonte lettera: http://www.juliewardmep.eu/joint_letter_from_meps_to_hr_vp_mogherini