Niente equivoci: senza questa legge non c’è riscatto delle persone, e i bilanci continueranno ad essere anti-sociali.

 

Riscattiamo le persone! è lo slogan che ha contraddistinto l’azione di migliaia di persone, di centinaia di organizzazioni e soggetti sociali, civili e politici, di più di 50 comuni che rappresentano la maggioranza della popolazione in Catalogna, a sostegno della iniziativa legislativa popolare per la Rendita (impropriamente detta reddito -NDT) Garantita di Cittadinanza.

Siamo in una fase decisiva dell’iter del disegno di legge in Parlamento, dopo aver superato numerosi ostacoli, tattiche dilatorie, interruzioni per fine legislatura e nuove elezioni, etc.

Quanto dolore sociale, quanta disperazione si sarebbero evitati se la popolazione della Catalogna avesse goduto di questo effettivo diritto, se dopo la controfirma del Nuovo Statuto nel 2006 si fosse data piena attuazione all’articolo 24.3?

Di recente, la Sessione Plenaria del Parlamento ha approvato all’unanimità la risoluzione per cui “si impegna a prendere tutte le decisioni necessarie a far sì che nel 2017 sia messa in atto l’effettiva erogazione della Rendita Garantita di Cittadinanza”.

Per far fronte a questo impegno, i deputati hanno deciso di accelerare il loro lavoro e di ultimare la redazione del testo nella prima metà di novembre, per portare il disegno di legge alla Commissione per l’Occupazione. Questa Commissione avrà il compito di portare il disegno di legge alla Plenaria del Parlamento per la discussione e l’approvazione prima della fine del 2016.

I lavori sul documento hanno progredito seduta dopo seduta, raccogliendo contributi da tutti i gruppi. La questione centrale sul corrispettivo economico (di base per i single, per i familiari o conviventi, per gli anziani ammissibili e per i minori) è stata sbloccata con un accordo fra la maggior parte dei gruppi parlamentari di Catalogna: Si que es Pot, Ciutadans, CUP, PP e PSC. Questo accordo ha l’approvazione del Comitato Promotore.

Ma la realizzazione della rendita garantita il prossimo anno, per essere efficace, ha bisogno di una dotazione corrispondente nel bilancio che il governo della Generalitat deve registrare per il prossimo dibattito parlamentare.

L’esercizio di un diritto che sconfiggerebbe la povertà e promuoverebbe la coesione sociale della Catalogna dipenderà dallo sforzo collettivo per ottenere l’approvazione di questa legge e della sua dotazione di bilancio.

Per chiedere un bilancio veramente sociale e approvare la rendita garantita, il Comitato Promotore chiama a partecipare alle manifestazioni convocate per il 19 novembre in difesa dei bilanci sociali, e a tutte le mobilitazioni che perseguono il medesimo obiettivo.

Annunciamo la convocazione per uno sciopero della fame che inizierà tre giorni prima della sessione plenaria che discuterà sui bilanci e che terminerà con una manifestazione davanti al Parlamento per esigere che rendano realtà la Rendita Garantita di Cittadinanza.

Niente equivoci: senza questa legge non c’è riscatto delle persone, e i bilanci continueranno ad essere antisociali.

 

Comitato Promotore della Rendita Garantita di Cittadinanza

Traduzione dallo Spagnolo di Leopoldo Salmaso