Trieste toglie lo striscione per Giulio Regeni

11.10.2016 - Giovanni Succhielli

Trieste toglie lo striscione per Giulio Regeni
(Foto di lucianogiordano.wordpress.com)

Lo striscione di Amnesty International “Verità per Giulio Regeni” è stato tolto dalla facciata del Comune di Trieste. Il dottorando di Cambridge, che al capoluogo giuliano deve i natali nonché la permanenza al “Liceo Classico F. Petrarca”, era stato rapito il 25 gennaio in Egitto e trovato morto nove giorni dopo. Un corpo martoriato perché sottoposto a tortura. Una vicenda sulla quale il regime di Al Sisi non ha mai fatto chiarezza, rifiutandosi di collaborare pienamente con le autorità italiane.

Gli striscioni gialli che chiedevano “verità” erano comparsi quasi subito, in Friuli Venezia Giulia e non solo, affissi su scuole e – appunto – sulla facciata del Municipio su richiesta dell’allora sindaco Cosolini del Partito Democratico.

Poi, il 5 ottobre una mozione dei consiglieri Camber, Giacomelli, Polidori e Rescigno – tutti di centrodestra – ha chiesto alla propria giunta di togliere quello sul palazzo del Comune. Il motivo? “L’eccessivo prolungamento dell’affissione determina una sorta di assuefazione visiva da parte dei cittadini, per cui la permanenza sine die dello stesso non aggiungerebbe in tal contesto alcuna attenzione […] a scapito del reale significato simbolico che a questo si deve dare”. Come giustificazione si ricordava il simile cartello per la richiesta di ritorno in patria dei marò Latorre e Girone, rimosso dopo un paio di mesi. Si auspicava inoltre l’inserimento di un banner di eguali contenuti a quelli dello striscione sul sito comunale.

Dopo le prime proteste del PD (minoranza in Consiglio comunale da giugno) e un editoriale a tutta pagina del quotidiano locale “Il Piccolo” per la permanenza dello striscione sul palazzo principale della città, il sindaco forzista Roberto Dipiazza in giacca e cravatta aveva cercato di rimuoverlo personalmente dalla facciata del Municipio. Dopo i tentativi fallimentari, gli addetti preposti lo hanno definitivamente tolto. “È un dente cariato, ora non ci sono più polemiche” ha affermato in sindaco, accusando il Partito Democratico di strumentalizzazione politica.

Opposizione e comuni cittadini sono allora insorti, tanto da provocare momenti di forte tensione nell’aula del Consiglio Comunale nella serata del 10 ottobre, con insulti, ma anche schiaffi e pugni tra eletti e manifestanti. Contemporaneamente si svolgeva una manifestazione nella piazza sottostante il Municipio intitolata “Lo striscione “Verità per Giulio Regeni” non si tocca!”, alla quale hanno partecipato un migliaio di persone.

Mentre il sindaco Dipiazza non intende ad oggi cambiare idea, uno striscione identico a quello rimosso è stato ora affisso per volere della governatrice Debora Serracchiani sul palazzo della Regione.

 

Categorie: Diritti Umani, Europa, Opinioni, Politica
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