Leonardo Boff: il “giorno triste” del Brasile, il Golpe parlamentare

03.09.2016 - Redazione Italia

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Portoghese

Leonardo Boff: il “giorno triste” del Brasile, il Golpe parlamentare

In quei giorni avvenne che sicari si mascherarono da senatori in gran numero, non tutti, e decisero di attaccare una signora onesta e incorruttibile che bloccava loro la strada per raggiungere il potere statale. Partendo dallo Stato avrebbero fatto quello che han sempre fatto: appropriarsi di beni pubblici per arricchirsi, sottrarsi disperatamente al braccio della giustizia e elevare ancor di più la loro posizione di privilegio, sempre a spese della povera gente che vogliono tenere a distanza nelle periferie, un esercito di riserva al loro servizio, quasi come schiavi.

Essi dissanguarono la donna incorruttibile e onorata con il pretesto che le sue pratiche fiscali erano criminose, cosa negata dai maggiori specialisti di diritto ed economia – e pure da organismi ufficiali. Essi inscenarono una farsa e fecero a pezzi la Costituzione. Destituire una presidentessa senza prova di reato è colpo di stato. Colpo di Stato parlamentare: questo è il termine corretto da usare.

Erano felici, ipocritamente dicendo che si sentivano male, ma dicendo che inauguravano una “era, una nuova primavera, l’inizio di un nuovo Brasile prospero e giusto”. Menzogne.

Il piano “un ponte per il futuro” in realtà è un ponte verso l’arretratezza perché mira ad annullare i progressi che avevano raggiunto i lavoratori, le donne, i neri, i popoli indigeni, la popolazione LGBT, i poveri e gli “invisibili” per la prima volta nella nostra storia, nel campo dell’inclusione sociale, dei salari, della salute, dell’istruzione, delle leggi sul lavoro, delle pensioni e dell’accesso all’istruzione tecnica e superiore. E la cosa peggiore: vogliono mantenerli nell’analfabetismo perché così restino muti e incapaci di rivendicare diritti e dignità.

Oggi ciò che conta è il mercato. Chi vuole salute, che vada al mercato e paghi. Chi vuole fare studi universitari, che vada al mercato e paghi. Tutte le cose diventano merce da vendere e comprare. Forse si compra la dignità? Si compra la solidarietà? Si paga per l’amore? Non importa. Sono cose che non entrano nella loro contabilità. Ma qualcuno può vivere ed essere felice senza tutto questo?

Agli albori della conquista e della dominazione del Messico, nel 1520, accadde “la notte triste” quando gran parte dell’esercito spagnolo fu decimata. Oggi, nel 2016, abbiamo “il giorno triste” in cui una presidentessa è stata ingiustamente rimossa dal potere conquistato alle urne.

Le stanze e i corridoi del Senato grondano sangue. Una “notte politica triste” è calata sul Brasile, rubando la speranza di quelli che uscirono dalla miseria e oggi rischiano di ricaderci.

E tutti quelli che hanno combattuto per consolidare la democrazia di segno sociale e per far sì che la volontà popolare espressa nelle urne sia rispettata sono stati traditi ancora una volta. Questo giorno è il giorno dei “lunghi coltelli” che hanno pugnalato una signora onesta e ferito gravemente la sovranità popolare.

Oggi, 31 agosto, è il giorno della tristezza ma non dello scoraggiamento. Quelli che hanno tramato questa tragedia e i senatori-sicari porteranno l’infamia di golpisti e di impostori per tutta la vita. La loro coscienza li perseguiterà e la loro memoria sarà polvere. Il desiderio di condannare non sostituisce la ragione guidata dalla verità. Hanno calpestato la verità stando agli ordini dell’ingiustizia. Saranno in sinistra compagnia con quelli che anni fa assalirono lo Stato, oppressero il popolo, torturarono -come fecero con la presidentessa Dilma-  e assassinarono molti che cercavano di ripristinare la democrazia.

E alla sera della vita affronteranno un Giudice superiore che svelerà tutte le ingiustizie da loro commesse consapevolmente.

 

Categorie: Opinioni, Politica, Sud America
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