L’impudenza della visita di Obama a Hiroshima

30.05.2016 - Angelo Baracca

L’impudenza della visita di Obama a Hiroshima

Il fatto che Obama sia il primo presidente degli Stati Uniti a visitare il luogo dell’eccidio gratuito di Hirohima non può essere ascritto a suo merito, per varie ragioni che cercherò di esporre sinteticamente, ma solo ulteriore biasimo e vergogna (questo si) di tutti i suoi predecessori dal 1945. Il motivo non è che Obama non abbia chiesto perdono per questo crimine, il che anzi sarebbe suonato come semplicemente ipocrita.

Obama è un Presidente a fine mandato, che terminerà tra appena sei mesi e non sarà rieletto, alcuni dei suoi ultimi atti hanno il sapore di bei gesti che ormai non cambieranno la politica degli Stati Uniti, se non addirittura di tentativi di coprire pietosamente le gravissime colpe che egli ha avuto durante i suoi due mandati.

Appena eletto egli ricevette il Premio Nobel per la Pace, rivelatosi poi assolutamente immeritato. Nel 2010 pronunciò un discorso visionario a Praga per un mondo libero dal crimine infame, barbaro e inumano degli armamenti nucleari: se non era il Presidente della potenza nucleare egemone, Nobel per la Pace, a realizzare questo obiettivo, a chi si rivolgeva? Il Nuovo Trattato START del 2010 è stato assolutamente inferiore alle aspettative, e i prudenzialissimi limiti agli arsenali operativi nucleari strategici sono fissati per … l’anno prossimo!

Nel frattempo il Nobel per la Pace ha stanziato decine di miliardi di dollari per decenni a venire per il perfezionamento e ammodernamento degli armamenti nucleari (nuove testate come la B-61-12, da installare in Europa e in Italia, nuove classi di sommergibili nucleari capaci di portare centinaia di missili ciascuno, nuovi bombardieri nucleari strategici, e così via). Insomma, una politica esplicitamente volta a perpetuare l’esistenza di armamenti nucleari sempre più terribili.

Ci sarebbe mancata solo la beffa che nella visita a Hiroshima egli avesse chiesto perdono! Mentre ha in preparazione altre e peggiori Hiroshima per un futuro del quale non si intravede la fine.

Nel frattempo la sua amministrazione sta facendo tutto il possibile per provocare la Russia e portarla verso un conflitto, nella cui eventualità egli sa benissimo che il ricorso, per forza massiccio, alle armi nucleari diventerebbe inevitabile.

Insomma, se Obama fosse stato semplicemente sincero, né più né meno, avrebbe dovuto dire: “Abbiamo volutamente provocato Hiroshima e Nagasaki, e siamo preparati a provocarne molte altre nel futuro”.

Per non parlare poi delle stragi e le devastazioni provocate dalla politica statunitense in Medio Oriente, che Obama ha addirittura alimentato, che hanno provocato e continuano a provocare più vittime e sofferenze di quelle causate a Hirohima, con effetti su innumerevoli generazioni future. O della barbarie della guerra dei droni, tutta merito suo.

Sarebbe difficile immaginare un migliore Nobel per la Guerra! E il fatto che sappiamo bene che chi gli succederà sarà probabilmente molto peggio di lui non è certo una cosa che possa essere ascritta a suo merito.

Categorie: Internazionale, Opinioni, Questioni internazionali
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