Gaza, Ali Abu Yassin, il teatro recita un’anima libera

22.05.2016 - Antonietta Chiodo

Quest'articolo è disponibile anche in: Tedesco, Greco

Gaza, Ali Abu Yassin,  il teatro recita un’anima libera
(Foto di Shadi AlQarra)

Nella Striscia di Gaza, artigianato ed iniziative culturali per agevolare la crescita interiore e professionale dei giovani sono oramai all’ordine del giorno. Tra musica, danze e spettacolo si cerca spesso di riportare l’attenzione oltre la guerra, distraendo  la mancata possibilità di oltrepassare i confini. Confini che si fermano non solo alla ricca cultura araba e palestinese nei confronti delle attività artistiche.  Rivisitando anche narrazioni classiche come quella di Romeo e Giulietta diretta e riadattata ai giorni nostri dal professionista Ali Abu Yassin, creando così una forma di riavvicinamento alle antiche opere occidentali.

Il regista vanta un’ esperienza multi decennale nel campo del teatro e della tv palestinese, ama lavorare con i giovani come fulcro di speranza e nuova percezione di patrimonio, inseguendo utopicamente  un futuro privo di distanze che ancora oggi viene ferito dalle molteplici differenze tra i popoli. In passato ha conquistato la direzione di numerose rappresentazioni di origine sia arabe che internazionali, art director presso la “Fondazione Teatro Ishtar”, premiato come miglior attore all’ International Film Festival di Tunisi portando ancora una volta l’arte non solo araba e della striscia di Gaza oltre confine. Il regista e attore Ali Abu Yassin è ancora oggi tra i maggiori rappresentanti delle televisioni palestinesi, artista stimato nell’ambito della comunicazione nella cultura giordana, membro del dipartimento di Dramma Manager presso la tv palestinese.

Che significato racchiude il teatro per la popolazione di Gaza?

Preferisco definirlo una ulteriore finestra su questa vita giornalmente piena di lacrime e difficoltà, una sorta di apertura verso altre occasioni in grado di donare maggiore crescita e sogni per un futuro migliore. Dare la possibilità soprattutto ai giovani di alimentare le proprie speranze, un luogo dove ci si aiuti a trovare serenità e conforto. Questi ragazzi hanno il bisogno costante di essere portati lontano da questa politica dolorosa che dona loro solo sensazioni di oppressione, regalando così la possibilità di un ottica differente. Un modo discordante per affrontare l’isolamento dal resto del mondo che vive la popolazione di Gaza quotidianamente sotto assedio, stando in compagnia di altre persone, creando così sereni momenti di distrazione.

Con quale criterio vengono definiti gli spettacoli teatrali?

Sono spettacoli scelti con criterio, con narrazioni dedite a portare lontano l’attenzione, verso sogni ed aspirazioni. La storia araba è intrinseca di rivolte e guerre e tristezza, per questo portarsi lontano dall’ occidentalizzazione non è un bene per l’arte.

Pensiamo anche all’antica arte teatrale greca l’ Almissa, narra di tragedie basate sul dolore ed il sacrificio antico, sono quindi dell’ opinione che la questione palestinese giochi un ruolo importante ad oggi. Ogni mio giorno impegno il tempo nel rivisitare l’arte antica, dandole il nuovo sapore della scoperta rappresentandola sul palco attraverso una nuova chiave di lettura, cercando di renderla il più interessante possibile. L’Arte , non è solo arte, ma bellezza e amore, racchiude in se il messaggio umanitario in cui il teatro sia un luogo di culto in grado di rendere le anime il più lucenti possibile.

Semplicemente, l’Arte ama l’amore, odia l’odio e il disgusto, da questi luoghi provengono la grandezza e la creatività, quando un bambino nasce e sente la leggerezza della musica dentro di se, lì  l’arte ha appena rappresentato l’anima. L’essere umano non puo’ non amare le arti perché le coltiva dentro se. Sono le abitudini ed i credi ereditati a creare il male, per natura noi siamo fatti di pace, sulla terra infatti esistono esseri meravigliosi.

Puo’ il teatro ricostruire le coscienze?

Sono convinto che una nazione senza arti, cinema e musica sia priva di senno, la mia speranza è che Gaza diventi come l’antica Atene nata dall’amore ed il teatro, per il regista teatrale Ali Abu Yassin uno esisterà uno “ spirito nuovo teatrale”. Platone fu un fondamento per questo pensiero e celebre fu la sua frase “ La musica è per l’anima, quello che la ginnastica è per il corpo”, come nel suo antico credo, pane e teatro daranno vita a persone civili.

 Qui sotto alcune foto dello spettacolo di Shadi AlQarra

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Categorie: Cultura e Media, Fotoreportages, Interviste, Medio Oriente
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