Il sogno di Raul

29.11.2015 - Antonietta Chiodo

Il sogno di Raul
(Foto di Croce Rossa Crotone)

 

Incontro per caso Raul durante un servizio sull’immigrazione, ci sediamo su di una panca di legno e lui sorridendo mi racconta di quanto ami l’Italia, di quanto gli italiani si siano presi cura di lui. Inizia così la nostra intervista, un particolare che ho notato di lui è che sorride con due grandi occhi tristi ma è capace di donare una serenità che solo poche persone riescono.

Per quale motivo ti trovi in Italia?

Sono stato obbligato a ad andare via dal mio paese, io sono del Bangladesh, mio padre nel mio paese una farmacia, non avevo problemi economici, anzi, eravamo felici. Poi un giorno vicino al negozio una persona venne uccisa, io vidi tutto, vidi e riconobbi anche gli assassini. Pensai che giurare di non dire nulla sarebbe bastato, ma non fu così, allora cominciò il mio viaggio che durò un anno

Ci hai messo un anno per arrivare sino qui?

Si, molti pensano che i profughi prendano una nave ed in pochi giorni arrivino qui, in realtà no, a volte ci metti mesi ed addirittura anni. Mi fermai in India per un po’, poi continuai i mio viaggio clandestino. Avevo paura che qualcuno mi inseguisse sempre, insomma ero un testimone, dovevo sparire, devo sparire. Nel mio paese nessuno ti protegge, se fossi rimasto avrebbero colpito anche i miei genitori. Nei territori dove mi fermavo, lavoravo e cercavo di mettermi i soldi da parte per continuare la mia fuga per la libertà. In Italia avevo dei parenti e me ne parlarono bene, allora continuai approdando un giorno su di uno dei famosi barconi in Sicilia.

Come ti sei trovato e come sono stati i siciliani con te?

Meravigliosi, non posso dire nulla, forse sono stato fortunato, non lo so o forse è perché io sono gentile con tutti. Sono musulmano, ma sono convinto che se sei buono gli altri saranno buoni con te, tutto ciò che ti viene donato dipende da quello che dai agli altri. Ognuno ha un dio, chi lo chiama Halla, chi Dio etc… ma dicono tutti la stessa cosa, non esiste un Dio che chieda di uccidere e distruggere. Ho sempre lavorato, non sono mai stato a guardare, ho vissuto a Catania per parecchio tempo, lavoravo in un locale, il proprietario mi lasciava addirittura le chiavi, aprivo e chiudevo, gestivo la cassa e mi occupavo di pagare i fornitori. Una grande fiducia nei miei confronti ed io ne sono onorato. Solo che non mi diedero il permesso di soggiorno, perché lavoravo in nero ed il mio capo non poteva assumermi perché risultavo clandestino.

Per quale motivo non ti diedero il permesso di soggiorno?

Non lo so, la risposta fu …No! Il problema vero di questo paese sono i tempi lunghissimi e spesso le risposte che non avrai mai.

Quindi tu sei in Italia da più di dieci anni ed hai sempre lavorato, tornerai in Sicilia o cosa pensi di fare per il tuo futuro?

Si, starò in questo campo profughi ancora due mesi, sono qui da otto, ma avrò finalmente i miei documenti, mi stanno aiutando gli operatori e sono gentili con me. Ti ripeto la burocrazia qui è incredibile, sei obbligato ad essere paziente. Poi a Catania c’è la mia compagna con il mio bimbo. Ogni giorno sogno di abbracciarli e mi mancano da morire. Lei è italiana e quando avrò i documenti apriremo insieme un locale. Il mio vecchio capo ha già detto che mi sta aspettando e mi metterà in regola appena avrò questi documenti.

La tua compagna è italiana… come l’hanno presa i suoi genitori?

Si, lei ha ventisette anni, un anno in meno di me. E’ bellissima, ha i capelli chiari ed i tuoi occhi ricordano i suoi, sono molto scuri. Mi manca da morire, il padre veramente non era contento, non lo so se ora mi accetterà. Quando è nato il piccolo però faceva i salti di gioia e secondo me quando mi vedrà con i documenti capirà quanto amo sua figlia ed il mio bambino. Vivo per loro.

Da quanto non li vedi?

Veramente da due mesi.

Quindi hai viaggiato senza documenti per andare da loro sino in Sicilia, non hai avuto paura di essere arrestato?

No, perché dovrei avere paura? Non faccio nulla di male e Dio è con me. Sono una persona gentile, pago il mio biglietto e viaggio come tutti gli altri, perché qualcuno dovrebbe farmi del male? Dovevo vedere la donna della mia vita ed assicurarmi che il nostro bambino stesse bene. Appena sarò in regola la sposerò.

Lei ha scelto di convertirsi all’islamismo?

Si, non la ho obbligata ovviamente è stata una su scelta ed io sono felice. Ha letto il Corano ed ha visto come sono fatto io, non credo negli estremismi, ad esempio durante il Ramadam se una persona è stanca, perché non dovrebbe mangiare? Le regole ci sono sempre, anche nella Bibbia ma non bisogna diventare paranoici altrimenti diventa male. Il male non è una cosa buona.

Il medioriente è sotto assedio, guerre ovunque, la gente muore e nulla si muove, cosa pensi quando il Papa ad esempio dice stiamo vivendo la terza guerra mondiale ma le persone non se ne stanno rendendo conto. Cosa ne pensi?

Non ho parole, quello che sta accadendo è terribile, poi sono sempre i più deboli a morire. Ciò che sta colpendo il mondo è il male, la morte, le guerre, il sangue sono il male. Noi musulmani non siamo terroristi, quelli non mi rappresentano, io non farei mai male a nessuno, a loro interessano i soldi, le armi non Dio. La terza guerra mondiale? No, ancora non ci siamo, il peggio deve ancora arrivare, quello che sta accadendo è ancora poco, sarà la terza guerra mondiale quando anche qui ci sarà la guerra, quando anche in Europa ci saranno bombe, sangue e fame. Allora si, sarò d’accordo con chi lo pensa.

Sorridi tantissimo ed hai una pazienza incredibile, sono sicura che realizzerai il tuo sogno…

grazie, si, si ne sono sicuro anche io, perché la vita non dovrebbe aiutarmi? Sono una persona gentile, se sei buono, magari ci vuole più tempo, ma devi crederci, solo se ci credi puoi farcela, io ce la farò e inviterò tutti nel mio locale, anche gli operatori di questo campo, il commissario e tutti quanti.

Categorie: Diversità, Europa, Interviste
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