L’Euromarcia 2015 è iniziata: il Manifesto

01.10.2015 - Gabriela Amaya

Quest'articolo è disponibile anche in: Spagnolo

L’Euromarcia 2015 è iniziata: il Manifesto

Il 30 Settembre, a Cadice, è stato presentato il progetto Euoromarce 2015,di fronte al sindaco della città. Si è letto il manifesto e c’è stata un’assemblea cittadina della marcia.

Il primo ottobre, oggi, la ma4rcia muoverà i suoi primi passi da Gibilterra.

Durante la conferenza stampa Maribel Martínez ha letto il manifesto; Rafael de la Rubia, di Mondo Senza Guerre, ha ricordato che la marcia passerà per 13 paesi realizzando una cinquantina di eventi e che, in contemporanea, ci sarà una consultazione europea sui motivi fondamentali di questa marcia.  Nara Cladera, del Sindacato francese Solidaires, ha portato i saluti di tutte le organizzazioni francesi che promuovono la marcia.

EuroMarchas2015 asamblea Cádiz

Qui di seguito il manifesto che convoca la Euromarcia 2015.

Per un’Europa delle persone, diciamo basta all’Europa del capitale!

 

Ogni giorno più persone, cittadini della cosiddetta Unione Europea, perdono il lavoro o vedono messi in discussione e ridotti il diritto a una sanità adeguata, a un’istruzione egualitaria o a pensioni sufficienti.  La cosiddetta crisi finanziaria è stata la scusa perfetta del capitalismo globalizzato per ridurre al minimo i diritti dei cittadini e privare i popoli della sovranità democratica.

Sappiamo riconoscere l‘oppressore, il tradizionale potere tirannico dei ricchi, che oggi si è trasformato in totalitarismo finanziario sulla base dei nostri risparmi gestiti dalle sue banche. Abbiamo imparato anche a riconoscere e smascherare i politici eletti per servire il popolo, che tuttavia servono il potere del denaro e in modo anti-democratico hanno adeguato le normative europee agli interessi del capitale e non a quelli dei cittadini.

  • Ora che i nostri rappresentanti hanno sottoposto la democrazia all’avidità dei mercati, dobbiamo dire basta!
  • Ora che la Troika ci sta affogando con un debito pubblico illegittimo, che in origine era delle banche, dando priorità al suo pagamento rispetto a qualsiasi spesa sociale e arrivando a schiavizzare un popolo, come quello greco, dobbiamo dire basta!
  • Ora che ai paesi del sud dell’Europa è stata negata, attraverso l’Europa monetaria e l’euro, la possibilità di realizzare politiche autonome per combattere l’insopportabile livello di disoccupazione e uscire dalla crisi, dobbiamo dire basta!
  • Ora che una maggioranza di europarlamentari ha votato a favore del TTIP, un trattato che permetterà alle multinazionali di operare ai margini delle istituzioni democratiche e perfino di denunciare i governi davanti a tribunali speciali senza alcun controllo democratico, se difendono l’interesse generale rispetto al libero mercato, dobbiamo dire basta!
  • Ora che in Europa esistono paradisi fiscali con norme a beneficio dei ricchi, dei grandi capitali e delle grandi imprese, facilitando l’evasione e le frodi fiscali, gli affari sporchi, la speculazione finanziaria e il riciclaggio del denaro dei corrotti e della criminalità organizzata, dobbiamo dire basta!
  • Ora che il nostro ambiente, le foreste, l’atmosfera, i fiumi e i mari continuano a deteriorarsi senza che vengano attuate misure radicali ed efficienti per fermare tutto questo e senza che si rispettino accordi e misure stabiliti nei vertici internazionali, dobbiamo dire  basta!
  • Ora che non si realizzano politiche efficaci per garantire l’uguaglianza di genere, sradicare il  machismo e farla finita con la violenza contro le donne, dobbiamo dire basta!
  • Ora che si erigono muri fisici e legali (come la vergognosa Direttiva sull’Emigrazione) contro persone che fuggono dalla guerra, dalla miseria e dalle malattie e quando si promuovono politiche che si traducono in un’Europa razzista, xenofoba e priva di solidarietà, dobbiamo dire basta!
  • Ora che questa Europa antepone gli interessi finanziari e quelli del mercato ai diritti umani e al benessere sociale, privatizzando servizi pubblici, trasformando i cittadini in clienti e degradando i diritti sociali (casa, acqua, sanità, istruzione), cosa che colpisce soprattutto i più deboli, dobbiamo dire basta!

L’Europa democratica, egualitaria, sociale, unita e pacifica che in tanti hanno sognato dopo la seconda guerra mondiale è finita in una frustrazione. Per i cittadini e i popoli europei il momento attuale è  sconfortante.

Siamo in un momento di emergenza sociale e civica, in cui la democrazia è troppo preziosa per lasciarla  nelle mani dei mercati. I governi si sono arresi da tempo al capitale e i mezzi di comunicazione divulgano e sostengono le loro politiche crudeli.  Chiamiamo i cittadini alla ribellione civica contro la dittatura delle banche. E’ arrivata l’ora di assumerci il ruolo storico di ribellione contro la tirannia dei pochi, esigendo un’altra Unione Europea, al servizio delle persone e non del capitale.

Per questo come movimenti sociali e organizzazioni politiche e sindacali abbiamo organizzato un’azione comune dei popoli d’Europa, le EUROMARCE 2015.Tra il 1° e il 17 ottobre 2015 i popoli d’Europa si mobiliteranno verso Bruxelles, per esigere una svolta radicale nelle politiche dell’Unione Europea.

Stiamo preparando le iniziative di quei giorni e invitiamo persone e organizzazioni a partecipare.

 Per l’unione dei cittadini europei, contro l’Europa del capitale e per un’Europa delle persone, democratica, sociale, ambientale e solida.

 Partecipa alle EUROMARCE 2015!

Da Gibilterra a Bruxelles, dal 1° al 17 ottobre

 BASTA, OXI, ENOUGH!

Costruiamo un’altra Europa.    

 Per informazioni: http://euromarchas2015.net/

                              euromarchas2015@gmail.com

Categorie: Diritti Umani, Diversità, Economia, Europa, Internazionale, Politica, Questioni internazionali
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