E’ partito Eduardo Galeano

13.04.2015 - MISNA Missionary International Service News Agency

E’ partito Eduardo Galeano
(Foto di Archivio Pressenza)

Il 1° marzo aveva ricevuto nella sua casa di Montevideo il presidente della Bolivia, Evo Morales, uno sforzo senza dubbio notevole poiché la sua salute traballava già da tempo.

Si è spento questa mattina in una clinica della capitale lo scrittore, giornalista e saggista uruguayano Eduardo Galeano, 74 anni; lottava contro un tumore ai polmoni.

Eduardo Germán María Hughes Galeano, autore, fra l’altro, di “Las venas abiertas de América Latina”, era nato a Montevideo il 3 settembre 1940. In gioventù aveva lavorato come operaio, disegnatore, pittore, dattilografo, cassiere di banca; come giornalista, aveva iniziato la sua carriera nel 1960 come redattore del settimanale Marcha.

Dopo il golpe del 27 giugno 1973, era stato incarcerato e dopo obbligato a lasciare l’Uruguay; le sue “vene aperte” furono censurate dalle dittature del Cono Sud. Trasferitosi in Argentina, nel 1976 era entrato a far parte della lista dei condannati dagli squadroni della morte di Jorge Rafael Videla, il presidente ‘de facto’; in seguito si era spostato in Spagna – dove scrisse la trilogia “Memorias del fuego” – per poi fare ritorno a Montevideo agli inizi del 1985. Nell’ottobre dello stesso anno aveva fondato il settimanale Brecha, insieme a Mario Benedetti e Hugo Alfaro, giornalisti e scrittori che avevano già fatto parte della redazione di “Marcha”.

Fra il 1987 e il 1989 aveva fatto parte della Commissione nazionale pro-referendum per revocare la legge di amnistia – la cosiddetta Ley de Caducidad de la Pretensión Punitiva del Estado – promulgata nel 1986 per impedire i processi ai gerarchi della dittatura militare; una legge che, tuttavia, non fu mai annullata.

“Ma la sua biografia non termina con la sua morte – scrive il quotidiano messicano La Jornada, una delle testate con cui Galeano collaborava –… Fra la sua nascita e la sua morte ci sono migliaia di parole, scritte in numerosi libri, pronunciate in conferenze, discorsi, riprese da centinaia di migliaia di giovani e adulti, da uomini e donne insoddisfatti con i governi in tutto il pianeta, dette in tutte le interviste concesse, ripetute nelle sue frasi che circolano in Internet…in tutti i sogni che condivise per fare di questo un mondo meno peggiore”.

Categorie: Cultura e Media, Questioni internazionali, Sud America
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