Consiglio Comunale di Milano del 16 febbraio 2015. No agli F35!

17.02.2015 - Milano - Anita Sonego

Consiglio Comunale di Milano del 16 febbraio 2015. No agli F35!
(Foto di Rete Disarmo)

Signor Presidente,

La mozione presenta parecchio tempo fa – esattamente il 27  giugno 2013 – e sottoscritta da molti consiglieri e consigliere, riguarda la richiesta al governo italiano di tagliare il previsto acquisto di F 35, aerei  che  oltre  a  essere costosissimi, essendo dei caccia destinati al bombardamento,   risultano   armi  offensive  e perciò  contrarie  al  dettato costituzionale,   che  prevede  interventi  bellici  solo  difensivi  e  non offensivi.

Purtroppo questa mozione è ancora attuale. Nonostante nello scorso settembre  il  governo  si sia impegnato (in base a una motivazione presentata  dal  PD)  a  riesaminare  l’intero  programma F 35 per chiarirne criticità  e  costi,  con  l’obiettivo   finale  di  dimezzare il budget, la ministra  Pinotti  (che aveva dichiarato che sugli F 35 “si può ridurre, si può rivedere”) nell’ottobre  scorso ha annunciato “l’impegno per l’acquisto di altri due F 35”.

Stranamente l’Italia si è impegnata in questo acquisto anche se l’accordo stabilisce che “i dettagli sul costo saranno comunicati una volta stipulato il contratto”. Solo consultando il bilancio del Pentagono si viene a sapere che ogni F 35 verrà a costare circa 140 milioni di euro. In contrasto con gli impegni presi dal nostro governo, poi la Lockeed,  che li produce, ha confermato recentemente che “l’Italia riceverà 90 F 35”.

Quanto assicurato in Parlamento dal governo Renzi viene così smentito platealmente.

E’ quindi di grande attualità questo ordine del giorno, che va a sostenere un’analoga  mozione  approvata dal Parlamento solo due mesi fa e messa in discussione da successive decisioni.

Nel poco tempo che mi resta voglio ricordare che:

– secondo i dati ufficiali  relativi  al  2013  pubblicati  dalla Nato nel febbraio  2014, l’Italia spende per la difesa in media 52 milioni di euro al giorno (tale cifra però, precisa la Nato, non comprende diverse altre voci).

– In realtà, secondo  l’Istituto  di  Ricerca  Internazionale della Pace di Stoccolma, la spesa militare italiana (all’11° posto su scala mondiale) è di circa 70 milioni di euro al giorno e nel recente summit Nato nel Galles, il governo  Renzi,  scavalcando  il Parlamento, si è solennemente impegnato ad aumentare  tale  spesa, arrivando a oltre 100 milioni di euro al giorno!

– Questa spesa sproporzionata, soprattutto  in  un periodo di impoverimento generale  di  una larga fetta della popolazione, sottrae  ulteriori risorse alla  spesa  sociale  e  alla  lotta  contro  la  disoccupazione, oltre che ai contributi per gli Enti Locali.

 

 

Categorie: Europa, Opinioni, Pace e Disarmo
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