USA: Studenti dichiarano guerra al capitalismo finanziario

07.01.2015 - Luca Cellini

USA: Studenti dichiarano guerra al capitalismo finanziario
(Foto di Washington Post)

Potrebbe passare alla storia la giornata del 2 gennaio scorso, dove a Boston, dalla platea della conferenza dell’American Economic  Association, un numeroso gruppo di promettenti  studenti e laureati delle facoltà d’economia, hanno esplicitamente  dichiarato “guerra” al capitalismo finanziario e al suo formalismo suicida.

L’incontro annuale dell’American Economic Association è la più importante conferenza economica statunitense dove si tratta d’economia e di società, incontro a cui tutti gli anni partecipano i più illustri economisti mondiali.

Gli studenti attivisti prima hanno aspramente criticato Gregory Mankiw, ex consigliere economico di Bush, contestandogli che le strategie socio-economiche “Neocon” messe in atto negli ultimi 15 anni sono disastrose e suicide, infarcite di false promesse, di argomentazioni equivoche e caratterizzate dall’omissione dei fatti e della realtà circostante.

Gli studenti hanno poi distribuito volantini, hanno esposto manifesti e sono riusciti a proiettare sulla facciata dell’hotel che ospitava la conferenza, alcune frasi che sono un chiarissimo messaggio all’elite del capitalismo finanziario.  “Campus dopo campus, daremo la caccia alle vecchie capre per destituirle dal potere. Nei mesi e anni che seguiranno, daremo inizio alla riprogrammazione della macchina, sarà il giorno del giudizio”.

L’economista Piketty, presente alla conferenza e autore del Best seller  “Capitale nel 21esimo secolo”  come riportato dal Washington Post  ha colto immediatamente l’occasione della protesta  e sbracciandosi nel mezzo della platea ha invitato tutti i presenti a portare la protesta in tutte le università, gridando, “Ribellatevi alle contraddizioni intrinseche del capitalismo!”

Il portavoce di questo gruppo di studenti, protagonisti della sorprendente protesta, è Keith Harrington, il quale gestisce la campagna “Kick it Over” il cui obiettivo è combattere il progetto “Neocon”  e la new economy che secondo il suo punto di vista  sta portando il mondo al disastro, gli attivisti di questa campagna sono inoltre legati alla rivista anticonsumistica “Adbusters”, da cui è nata l’idea fondatrice del movimento Occupy Wall Street, corrente movimentista che ha avuto il suo esordio proprio nel distretto finanziario di Manhattan a Wall Street il 17 settembre 2011.

Harrington, è un promettente laureato di Economia della New School, e insieme a tanti studenti lotta per  avviare una riforma che parta dall’interno del cuore dell’economia a cominciare dal modo in cui l’economia stessa viene insegnata nelle scuole, a proposito del tema sull’insegnamento nelle scuole americane il portavoce della protesta ha dichiarato: “E’ durante i miei anni scolastici che ho cominciato a capire quanto limitate fossero le idee a cui erano esposti gli studenti nelle lezioni”.

Secondo Harrington, il neoclassicismo è di fatto lo standard di riferimento per il 95% delle facoltà universitarie del paese.

Harrington negli anni, sfruttando i nuovi mezzi di comunicazione di massa, attraverso mailing list, i social network e i passa parola è riuscito a riunire molti studenti di economia da tutti gli Stati Uniti.

“Questa” come annunciato dagli attivisti stessi “è stata la prima dimostrazione di questa protesta, non poteva iniziare in un posto migliore e con più visibilità”

La protesta ha suscitato un vastissimo tam-tam all’interno della rete, sulle prime pagine dei giornali e dei siti Internet, accendendo un vasto dibattito.

I nostri mass media ufficiali, naturalmente impegnati a raccontarci “il nulla”, hanno dato pochissima visibilità al primo atto di questa clamorosa protesta che si preannuncia rivoluzionaria, proprio perché intrapresa dalle future classi dirigenti economiche degli Stati Uniti  e mossa  all’interno del cuore stesso dei ristretti circoli dove si decidono e s’insegnano le politiche economiche mondiali.

In futuro non mancheremo di seguire la protesta che si ricollega oltretutto al recente movimento nonviolento di Occupy Wall Street che in questi anni ha denunciato con forza gli abusi del capitalismo finanziario.

Categorie: Economia, Internazionale, Nonviolenza, Nord America, Questioni internazionali
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