La sorella dell’ex-presidente assassinato nel 1987 racconta una giornata “storica” per il Burkina Faso

“Mio fratello non è morto invano. Il suo messaggio ha dato la forza al popolo di volere il cambiamento. La gente ha dimostrato di essere capace di prendere in mano il proprio destino”.  Odile Sankara parla al telefono dalla capitale Ouagadogou. Racconta di essere appena rientrata in casa, mentre la gente invade le strade per festeggiare.

Forse è presto per parlare di una rivoluzione, dice Odile Sankara al RadioGiornale della RSI. Ma di certo – secondo lei – è la fine di un’epoca.

In Burkina Faso è stata comunque una giornata speciale, dopo l’assalto dei manifestanti al Parlamento, alla radio-televisione pubblica e alla residenza dell’attuale presidente, Blaise Compaorè.

Fu lui a prendere il potere con un golpe 27 anni, dopo l’assassinio dell’allora capo di Stato Thomas Sankara. Fu lui a cambiare il nome dell’allora Alto Volta in Burkina Faso, il “Paese degli uomini integri”. Ma nel 1987 Sankara fu assassinato. “Oggi dopo 27 anni – dice ancora la sorella – abbiamo riconquistato la libertà”.

Emiliano Bos per rsi.ch

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