Agricoltori e pastori in Iraq hanno bisogno di aiuto urgente

10.11.2014 - UN Food and Agriculture Organisation

Agricoltori e pastori in Iraq hanno bisogno di aiuto urgente
(Foto di ArabPress)

La ripresa del settore agricolo è in corso, ma sono ancora necessari 38.5 milioni di dollari per proteggere i mezzi di sostentamento e la produzione alimentare

Sementi di grano, fertilizzanti e mangime per il bestiame hanno cominciato ad esser distribuiti a quasi 28,000 famiglie di agricoltori in Iraq, i cui mezzi di sostentamento sono stati devastati a causa delle recenti ostilità nel paese – come parte degli sforzi della FAO volti a sostenere la produzione alimentare e ad aiutare la popolazione a risollevarsi. Ma l’Organizzazione avverte che sono necessari ulteriori 38.5 milioni di dollari per evitare che il settore agricolo nazionale collassi e che la già preoccupante situazione della sicurezza alimentare degeneri ulteriormente.

Migliaia di agricoltori iracheni sono stati costretti a scappare dalle loro terre o hanno visto i loro beni distrutti o saccheggiati. Altri hanno visto scomparire i mercati per i loro prodotti, o hanno dovuto vendere il loro bestiame, le scorte e la loro attrezzatura per riuscire a sbarcare il lunario.

A causa di questi disordini, il raccolto di giugno è stato seriamente compromesso, riducendo la disponibilità di cibo in tutto il paese – si stima che attualmente 2.8 milioni di persone in Iraq abbiano bisogno di assistenza alimentare. Questa situazione potrebbe peggiorare man mano che le famiglie perdono il loro capitale produttivo e le loro opportunità di reddito, o si trovano costretti a svendere il bestiame per avere liquidità immediata.

“Se non affrontato in tempo, ciò si tradurrà in una dipendenza di lungo termine dall’assistenza alimentare e da altre forme di aiuto,” dice Abdessalam Ould Ahmed, Vice-Direttore Generale della FAO e Rappresentante Regionale per il Nord Africa e il Vicino Oriente. “Milioni di iracheni in condizione di vulnerabilità hanno seriamente bisogno di aiuto per ripristinare la loro auto-sufficienza e stimolare la loro capacità di ripresa” ha aggiunto.

Le operazioni sono partite, ma è necessario ulteriore supporto

Oggi la FAO ha cominciato la distribuzione di sementi e fertilizzanti a 20,000 agricoltori nei governatorati di Ninevah, Dohuk, Erbil e Diyala, per sostenerli durante l’attuale stagione invernale della semina, e l’Organizzazione sta fornendo a 7,500 pastori il mangime per l’inverno, grazie ai finanziamenti del Regno dell’Arabia Saudita.

“Questo è un passo importante, ma i bisogni restano enormi, e ci troviamo di fronte a un deficit di finanziamento di 38 milioni di dollari, che sarebbero necessari a prevenire un ulteriore collasso del settore agricolo,” afferma Fadel El Zubi, Rappresentante della FAO in Iraq. “Migliaia di agricoltori hanno ancora bisogno di assistenza. Se non riusciamo a fornire questo aiuto in tempo si avranno serie e durature ripercussioni sul settore agricolo e sulla sicurezza alimentare di milioni di Iracheni.”

“L’appello della FAO per maggiori fondi è urgentissimo,” sottolinea El Zubi. L’assistenza aiuterà le famiglie a mantenere in vita il loro bestiame, a proteggere le colture strategiche, a promuovere modi di produzione di cibo a rapido impatto come l’allevamento di pollame e il giardinaggio di piccola scala, e a creare opportunità di reddito di importanza vitale.

L’appello della FAO è parte del Piano di Risposta Strategico 2014-2015 per l’Iraq pubblicato dalle Nazioni Unite la settimana scorsa. Il fabbisogno di fondi totale della FAO pari a 53.2 milioni di dollari è stato coperto per circa il 28%, lasciando un deficit di finanziamento di 38.5 milioni di dollari.

La maggior parte della produzione di grano in Iraq ha luogo nel nord del paese, che è stato notevolmente destabilizzato dal conflitto. La quasi totalità delle risorse idriche del paese si trova in aree sotto il controllo dell’auto-proclamatosi Stato Islamico (IS) e di gruppi armati ad esso affiliati.

Categorie: Comunicati Stampa, Internazionale, Medio Oriente, Questioni internazionali, Salute
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