Un corridoio umanitario nel Mediterraneo

11.10.2013 - Milano - Anita Sonego

Un corridoio umanitario nel Mediterraneo
(Foto di Micniosi)

Ordine del giorno presentato e approvato nella seduta del Consiglio Comunale di Milano del 10 ottobre. Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega hanno votato contro.

Signor presidente, signori assessori e assessore, consiglieri e consigliere, mi rivolgo a voi,  ma anche a tutto il personale che è qui presente per aiutarci nel nostro lavoro e a tutti/e quelli e quelle che ci stanno ascoltando.

Della strage avvenuta giovedì scorso a pochi metri dalla costa di Lampedusa e cioè nel nostro paese, siamo tutte e tutti a conoscenza e tutte e tutti in vari modi siamo non solo addolorati, ma angosciati.

Fino a questa mattina i corpi degli affogati nel nostro mare e recuperati sono 302, tra cui 83 donne e 5 bambini (uno di questi neonato ancora legato dal cordone ombelicale al corpo della madre).

Al di là delle appartenenze politiche non possiamo restare indifferenti e passare oltre come il sacerdote e il levita della parabola del buon samaritano, dove Gesù spiega chi sia il prossimo.

Dunque, per cercare di impedire stragi simili (dal 1988, anno della prima famigerata legge contro i clandestini – peggiorata da quella del 2002- sono morte nel nostro mare più di 2.000 persone che tentavano di sfuggire a situazioni disumane). E questa ecatombe è in gran parte dovuta al fatto che si sono confusi i richiedenti asilo con i clandestini.

Noi sappiamo che la quasi totalità dei 302 morti e dei sopravvissuti provengono dalle vecchie colonie dell’Italia fascista: Somalia,Eritrea, Etiopia.

Ha suscitato scalpore e scandalo la notizia che sia stato aperto un procedimento penale nei confronti dei sopravvissuti ma, giustamente, il Procuratore Aggiunto di Agrigento (uno degli incaricati dell’inchiesta sul naufragio del 3 ottobre) ha dichiarato: “Per la legge italiana i migranti commettono il reato di immigrazione appena arrivano, salvo che poi venga riconosciuto loro lo status di rifugiati.

Appena arrivano noi dobbiamo indagarli. In passato abbiamo sollevato eccezioni di incostituzionalità, ma la Corte le ha respinte e ha ribadito che anche coloro che aiutano un supposto clandestino ad entrare sul suolo italiano possono essere condannati di complicità”.

La sindaca di Lampedusa Giusi Nicoli, ha dichiarato che “sono queste leggi, queste politiche all’origine di tale tragedia”. Mi associo a questa dichiarazione  e affermo: NON IN MIO NOME!!

Se in gioco c’è chi fugge dalla guerra, dalla tortura e dalla miseria ed è disposto ad attraversare deserti, a spendere i pochi soldi che non ha, per poi, se non muore prima, essere rinchiuso nei CIE e subire ricatti e sfruttamenti inauditi, non c’è procedura né controllo che tenga.

Sulla scia di analoghe richieste da parte di moltissime associazioni, con questo odg invitiamo Sindaco e Giunta a chiedere urgentemente al governo e al Parlamento di proporre con forza all’U.E. che venga aperto un corridoio umanitario nel Mediterraneo.

Già nei luoghi di partenza (e non di arrivo, come dice il regolamento di Dublino) dovrebbero venire accolte le richieste di asilo per i profughi, per verificare l’entità di rifugiato, per conoscere i paesi europei verso i quali  desiderano andare e allestire, quindi, un trasporto sicuro per gli esuli.

L’Italia non è nuova a queste emergenze.

Nel dopoguerra accolse i profughi dall’Istria, poi quelli del Sudamerica che fuggivano dalle dittature e molti anche  dell’Europa dell’Est dopo la caduta del muro di Berlino.

Ora sono cambiati i corpi, ora sono i corpi degli africani che chiedono lo statuto di rifugiato politico come stabilito dalla Convenzione di Ginevra.

Noi tutti dovremmo avere la consapevolezza, data dall’evidenza, che le politiche migratorie restrittive volte ad impedire gli ingressi in Europa non dissuadono le persone, ma le obbligano a seguire rotte più rischiose e a mettersi nelle mani di contrabbandieri e trafficanti.

È nostro dovere morale proteggere la vita umana e far rivivere la tradizionale ospitalità dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo e di cui parlano non solo gli esempi dei nostri pescatori e dei nostri contadini, ma anche opere immortali come l’Odissea. Forse chi ha votato le leggi che ora sono coralmente imputate di disumanità dovrebbe rileggersi l’Odissea, perché sono lì le nostri radici più antiche.

 

Categorie: Diritti Umani, Europa, Opinioni, Politica
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