Il bel risultato elettorale bolognese vede la cittadinanza partecipare all’unica forma di democrazia diretta oggi disponibile, il referendum, e conferma per l’ennesima volta che nell’elettorato di sinistra c’è voglia di chiarezza e di lealtà sui principi enunciati dalla Costituzione.

Una volontà ancora una volta frustrata e pervicacemente ignorata dai partiti sedicenti di sinistra, a partire dal Pd. I bolognesi dicono con chiarezza no ai fondi pubblici per le scuole private dell’infanzia e riaffermano così la validità dell’articolo 33 della Costituzione: ‘Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato’. Ma a quanto pare questo è troppo per un partito liberista come quello Democratico, che rifiuta l’esito elettorale e parla di flop.

Dobbiamo però ammettere di aver amaramente sorriso toccando con mano l’ipocrisia e la qualità del sindaco di Bologna Virginio Merola che ha commentato il presunto flop descivendo così gli 85.934 votanti: ‘Ha votato una minoranza. Si è trattato di una battaglia ideologica che non interessa la gran parte dei cittadini’, mentre nel 2011 definì i 28.390 votanti per le primarie per il sindaco: ‘Affluenza record. Un bel segnale per la democrazia, ad avere perso sono i detrattori delle primarie, i tanti che hanno gufato’.

Da oggi a Bologna e in Italia la scuola pubblica è più forte, i partiti che non digeriscono questa cosa ne subiranno le conseguenze.