Dopo un sabato piovoso, finalmente domenica 26 maggio spunta una giornata calda e soleggiata, che favorisce la festa “Via Padova è meglio di Milano”. Giunta quest’anno alla sua quarta edizione, prevede centotrenta eventi distribuiti tra sei punti del quartiere e diversi percorsi itineranti.

Una festa che è il risultato del lavoro di più di 70 realtà presenti sul territorio e organizzate in rete – associazioni culturali e sociali, teatri e centri d’arte e progettazione, gruppi musicali, negozianti, parrocchie e organizzazioni religiose, circoli sportivi e giovanili, comunità straniere, scuole e istituzioni pubbliche e singoli cittadini – del coinvolgimento crescente degli abitanti e del lavoro dei commercianti della via. La gente risponde bene, dimostrando come la conoscenza reciproca contribuisca alla coesione sociale e all’integrazione.

Il gruppo Prometeo della Comunità per lo Sviluppo Umano fa parte da tre anni della rete di via Padova e quest’anno partecipa alla festa con il progetto “Case solidali – Così vicini, così lontani.” Ne parliamo con Max Solinas, uno dei promotori dell’iniziativa.

Da dove nasce questo progetto?

Molte persone – donne, anziani, giovani, immigrati – vivono in una situazione di isolamento, solitudine e abbandono. Il progetto punta a dare una risposta a questa condizione, cominciando a creare momenti di comunicazione tra persone che abitano nello stesso caseggiato e spesso si conoscono appena.

Abbiamo deciso di approfittare della festa di quest’anno per verificare se c’è interesse per lanciare questo progetto, realizzando interviste alla gente di passaggio.

E qual è stata la risposta?

Buona. Non c’è bisogno di lunghe spiegazioni: molti concordano immediatamente sulla necessità di superare l’isolamento e trovare soluzioni comuni. Varie persone ci hanno già lasciato i loro riferimenti, con l’accordo di risentirci tra qualche giorno e organizzare un incontro più approfondito, magari coinvolgendo amici e vicini.

Che cosa vi proponete?

Puntiamo a creare momenti di mediazione per agevolare il superamento dei conflitti nel caseggiato, a pianificare attività comuni utili a tutti gli abitanti e a dare risposte concrete e solidali alle difficoltà della gente: la cura dei bambini e degli anziani, le piccole riparazioni, fino all’amministrazione dello stabile.

Lo scambio di aiuto, la comunicazione, la reciprocità e l’auto-organizzazione sono i punti fondamentali su cui basiamo questo progetto.

Per contatti e informazioni:

Max Solinas: maxolinas@gmail.com

Silvio Bruschi: silvio1959@gmail.com