Dallo sgomento all’ispirazione: si chiude ad Oslo il forum della società civile sul nucleare

04.03.2013 - Oslo, Norway - Tony Robinson

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Francese

Dallo sgomento all’ispirazione: si chiude ad Oslo il forum della società civile sul nucleare

Oslo: il secondo giorno del forum della società civile sul nucleare ha prodotto molte informazioni nuove e importanti e si è concluso con un’ondata di ispirazione e gioia che sicuramente consentirà ai delegati di far ritorno ai loro paesi con l’intenzione di raddoppiare gli sforzi per vietare le armi nucleari.

Gli argomenti affrontati hanno riguardato la possibilità di arrivare ad un trattato che ne proibisca l’utilizzo e i partecipanti hanno esposto casi precedenti ed esempi utili, quali la creazione di una Corte Penale Internazionale e di trattati per vietare le armi di distruzione di massa.

Dopo il pranzo l’attenzione si è concentrata su come costruire un movimento sociale e si sono ascoltate le esperienze degli esperti sui nuovi mezzi di comunicazione, come Internet e i social network. “Non abbiate paura di sperimentare nell’utilizzo dei vostri messaggi, perché non esiste un messaggio perfetto” è stata una delle conclusioni. Un messaggio che ha effetto su una persona può venir cancellato immediatamente da un’altra. I risultati del team che ha lavorato alla campagna elettorale di Obama, presentati da Amelia Showater, hanno mostrato che durante le ultime elezioni americane era impossibile stabilire quali messaggi sarebbero stati più efficaci.

Mentre il forum si apprestava a concludersi, l’atmosfera nell’auditorio ha iniziato a crescere di intensità quando i giovani delegati di Brasile, Costa Rica, Cile, Sudafrica, Nigeria, Svizzera e Germania hanno presentato le proprie attività.

Alla fine, Tomas Nash dell’organizzazione britannica Articolo 36 è stato invitato a chiudere i lavori del fine settimana.

“Abbiamo reso possibile tutto questo, non importa ciò che accadrà nella conferenza nei due giorni seguenti, ricordatelo. Abbiamo anche mobilitato i P5 (gli stati in possesso di armi nucleari, membri del Consigloio mdi Sicurezza dell’ONU, N.d.T.). Ieri la viceministro Gry Larsen ha detto che gli argomenti dei P5 non risultano molto convincenti. Bene, potete ripeterlo. Anche i loro diplomatici lo hanno retwittato su Internet. Scommetto che alcuni vorrebbero essere qui, cercando di controllare ciò che accade. Perché si rendono conto che mentre iniziamo a vedere le reali  conseguenze umanitarie e l’impatto ambientale del nucleare, resta solo un cammino e una soluzione e cioè proibirne definitivamente l’uso. Forse ritengono che ignorarci servirà a farci scomparire, ma devo dire che dopo aver ascoltato ciò che ci siamo detti in questi giorni questo mi sembra altamente improbabile.

Forse credono che ci scoraggeremo per il boicottaggio che abbiamo subito e che sentiamo in un certo senso di aver fallito. Invece io credo che tutti noi ci sentiamo più fiduciosi e pronti a  continuare la via intrapresa, per arrivare ad un trattato che vieti l’uso delle armi nucleari, anche senza di loro.

Sento che il nostro piano sta funzionando. E non deve assolutamente sorprenderci il fatto di avere questa influenza. E’ vero che questo fine settimana abbiamo ascoltato qualcosa di nuovo con tutti questi giovani norvegesi, con questo gruppo di appoggio stupendo, ma sento anche che questo potrebbe essere uno degli ultimi passi della storia di una mobilitazione della società civile per bandire per sempre le armi di distruzione di massa.

Tuttavia mi sembra che adesso la cosa più importante sia il ruolo che ognuno di noi e tutti noi insieme possiamo avere. Sappiamo che l’impostazione umanitaria del disarmo funziona. In passato ci ha aiutato a proibire altre armi e a vietare i test nucleari e adesso ci aiuterà a mettere al bando le armi nucleari.

Credo che l’unico ostacolo che potrebbe impedirci di arrivare ad un trattato sarebbe il fatto di non ritenerlo possibile, di non crederci. Ma se facciamo una campagna rispettosa, se la progettiamo bene nelle prossime settimane o nei prossimi mesi, ci troveremo prima di quanto pensiamo in mezzo a un processo di abolizione delle armi nucleari. E ritengo che una volta avviato questo processo, sarà molto difficile fermarlo.

Ora la prossima tappa sarà la conferenza umanitaria che inizia domani, nella quale ICAN ha un ruolo importante, di tipo diverso. Non sappiamo ciò che sarà o non sarà annunciato durante la conferenza che definirà i nuovi passi di questo movimento, ma indipendentemente da ciò che succederà sono convinto che molto presto ICAN, insieme ai governi, alla Croce Rossa, alla Mezzaluna Rossa e ad altre organizzazioni si avvierà a grandi passi  verso un trattato di abolizione del nucleare”.

Secondo chi scrive, ciò che ha differenziato questa riunione rispetto ad altre precedenti è stata la presenza di tanti giovani. Ieri, durante la sessione sulle conseguenze umanitarie, una delle domande a un partecipante più maturo è stata come dare più spazio ai giovani perché possano esprimersi. Da ciò che abbiamo visto, i giovani lo stanno già facendo. E’ vero che la loro presenza qui si deve agli ingenti fondi ottenuti dalle organizzazioni, ma ciò non toglie niente al fatto che questi attivisti stiano facendo un lavoro stupendo.

Alla fine del forum tutti gli organizzatori e i volontari si sono alzati per ricevere la standing ovation che  si meritavano per tutto il lavoro svolto durante il fine settimana. Dubito che qualcuno di loro avesse più di 30 anni! E ciò costituisce la nostra maggiore speranza nel futuro.

Questo viaggio verso l’abolizione del nucleare sarà difficile e oggi potrebbe anche sembrare impossibile, ma il bello è che spesso le cose impossibili accadono. Dopotutto, non dimentichiamo che il Muro di Berlino è caduto in un batter d’occhio, in modo completamente inaspettato per tutto l’Occidente.

Traduzione dall’inglese di Eleonora Albini

Categorie: Internazionale, Pace e Disarmo
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