Russia: no alla legge omofoba

27.01.2013 - Human Rights Watch

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Russia: no alla legge omofoba
(Foto di http://www.hrw.org)

Secondo Human Rights Watch, “ I violenti attacchi contro attivisti che manifestavano per i diritti dei gay avvenuti in Russia negli ultimi giorni evidenziano la necessità che la Duma bocci un disegno di legge sulla “propaganda dell’omosessualità.” Le autorità russe dovrebbero svolgere indagini accurate sulle violenze e le minacce e perseguire i responsabili.

il 25 gennaio 2013, la Duma, la camera bassa del Parlamento, ha approvato un prima lettura provvedimenti che imporrebbero pesanti multe a individui, funzionari governativi e organizzazioni impegnate a “promuovere” l’omosessualità tra persone minori di 18 anni.

“Il disegno di legge contribuisce a creare un’atmosfera che rende accettabile la violenza contro gli attivisti LGBT,” ha detto Anna Kirey, ricercatrice per il programma LGBT di Human Rights Watch . “Se venisse adottato, violerebbe la libertà d’espressione di tutti i russi e costituirebbe un’ulteriore discriminazione nei confronti della comunità  LGBT.”

Il disegno di legge ha provocato manifestazioni di protesta in almeno sei città russe e a livello internazionale. Gli attivisti sono stati aggrediti in varie città; l’attacco più grave, preannunciato da vari gruppi nazionalisti, è avvenuto a Voronezh, a circa  400 kilometri a sud di Mosca.

Il 20 gennaio sei attivisti che protestavano a Voronezh sono stati aggrediti da una vera e propria folla. Alexei Kozlov, un noto attivista locale che ha assistito alla violenza, ha raccontato a Human Rights Watch che ancora prima dell’inizio della manifestazione circa 200 contro-manifestanti, alcuni dei quali mascherati, hanno circondato il luogo in cerchi concentrici per bloccare la protesta.

A quel punto gli attivisti LGBT si sono riuniti a un centinaio di metri di distanza. Kozlov ha riferito a Human Rights Watch che i contro-manifestanti si sono messi a tirare contro di loro palle di neve, bottiglie di plastica piene di liquido e latte di pittura, gridando: “Picchiamo i finocchi!”

Hanno poi gettato a terra Andrey Nasonov, uno degli organizzatori della protesta, prendendolo a calci fino a quando non ha perso i sensi. Hanno quindi aggredito un altro giovane, procurandogli dei tagli alla testa e varie donne, una delle quali è stata a sua volta gettata a terra e presa a calci.

Nasonov, 22 anni, è finito in ospedale con una commozione cerebrale ed è stato dimesso quella sera.

Le forze dell’ordine e i funzionari comunali presenti non sono intervenuti per fermare l’aggressione.

Secondo varie fonti, dopo le violenze le autorità hanno arrestato tra tre e sei persone, rilasciandole quel giorno stesso. Il Comitato Investigativo, l’ente statale che si occupa delle indagini sui crimini, ha aperto un’inchiesta preliminare per minacce, violenza, interferenza in una manifestazione pubblica e inerzia della polizia. Il corpo di polizia ha annunciato di aver avviato un’indagine nei confronti dei contro-manifestanti per violazione delle procedure di organizzazione delle manifestazioni pubbliche.

Uno degli organizzatori della protesta ha raccontato a Human Rights Watch che dopo aver messo un annuncio della manifestazione sui social media, hanno cominciato a ricevere minacce di morte e promesse di boicottarla in modo violento. Una delle minacce diceva: “Feccia blasfema, domenica vi ammazzeremo!”

Tre giorni prima della protesta, il 17 gennaio, gli organizzatori hanno sporto denuncia per le minacce presso il Comitato Investigativo e chiesto alla polizia e alle autorità locali di prevenire le violenze annunciate.

“Aprire un’inchiesta è un passo avanti, ma è solo un inizio,” ha dichiarato Kirey. “E’ necessaria un’indagine accurata e le autorità devono ritenere responsabili gli autori delle minacce e delle violenze.”

Invece di adottare una legge che vieta la “propaganda omosessuale” la Duma dovrebbe condannare pubblicamente la violenza omofoba, ha commentato Human Rights Watch.

Solo un deputato ha votato contro il disegno di legge e un altro si è astenuto, mentre ci sono stati 388 voti a favore. La Duma ha richiesto la convocazione di un gruppo di lavoro per rivedere le definizioni di “propaganda” e “omosessualità” e rinviato la discussione a maggio. Se dopo tre votazioni verrà approvato e firmato dal presidente, questo progetto diventerà legge.

La legge costituirebbe un emendamento del Codice amministrativo russo: gli individui riconosciuti colpevoli di “propaganda dell’omosessualità tra i minorenni” dovrebbero pagare una multa fino a 5.000 rubli (118 euro), mentre per le organizzazioni la multa potrebbe arrivare a  500.000 rubli (quasi 12.000 euro). Leggi simili contro la “propaganda omosessuale” sono state adottate in dieci regioni russe e sono in attesa di discussione in altre sei. Secondo gli attivisti, dalla loro introduzione le violenze contro la comunità LGBT sono aumentate.

Nel memorandum esplicativo che accompagnava il progetto di legge federale, i suoi sostenitori giustificavano gli emendamenti come una necessità “ai fini di assicurare la protezione intellettuale, morale e mentale dei minori.” La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo però ha ripetutamente affermato che il desiderio di “proteggere” i minori dall’informazione riguardo all’omosessualità non è giustificato dal principio dei loro migliori interessi e ha bollato queste misure come discriminatorie.

 Il Comitato dell’ONU sui Diritti dell’Infanzia ha ripetuto nel  2003 che la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia richiede “un’informazione adeguata e  tempestiva, per permettere ai minori di gestire la loro sessualità in modo positivo e responsabile e proteggersi dai pericoli dell’AIDS.” Il comitato ha anche sollecitato i paesi “a non censurare, nascondere o distorcere l’informazione su questioni di salute, compresa l’educazione e l’informazione sessuale.”

Traduzione dall’inglese di Anna Polo.

Per altri rapporti di Human Rights Watch sulla Russia:
http://www.hrw.org/europecentral-asia/russia

Per altri rapporti di Rights Watch sui diritti LGBT:
http://www.hrw.org/topic/lgbt-rights

Categorie: Comunicati Stampa, Diritti Umani
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