Secondo ricerche meticolose i droni degli Stati Uniti stanno uccidendo molti civili innocenti in Pakistan, Yemen e altri paesi. I droni stanno rendendo il mondo più instabile e creando nuovi nemici. Appaiono così remoti da dare ai responsabili un senso di immunità.

I droni armati non sono più accettabili delle mine anti-uomo, delle bombe a grappolo o delle armi chimiche. Il mondo deve proibire la loro fabbricazione, possesso e uso e i trasgressori devono essere ritenuti responsabili.

Come organizzazioni e singoli individui sollecitiamo con urgenza:

  • il Segretario Generale dell’ONU a indagare sulle preoccupazioni espresse da Navi Pillay, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, sul fatto che gli attacchi con i droni armati costituiscano una violazione delle leggi internazionali e a imporre sanzioni contro le nazioni che li usano, possiedono o fabbricano.
  • il Procuratore della Corte Penale Internazionale a verificare la possibile incriminazione dei responsabili degli attacchi con i droni armati.
  • Il Segretario di Stato americano e gli ambasciatori negli Stati Uniti delle nazioni del mondo a sostenere un trattato che proibisca il possesso e l’uso dei droni armati.
  • Il Presidente Barack Obama ad abbandonare l’uso dei droni armati e la “kill list”, a prescindere dalla tecnologia impiegata.
  • I leader della maggioranza e della minoranza alla Camera e al Senato americani a bandire l’uso o la vendita dei droni armati.

Per firmare la petizione e vedere la lista delle organizzazioni che la sostengono (parziale e in aumento) andare al link:

http://act.rootsaction.org/p/dia/action/public/?action_KEY=6180

La petizione ha raccolto in pochi giorni 60.000 firme.