Gambia: le innumerevoli vittime di Yahya Jammela, tra assassinii, torture e esilio

13.09.2012 - Pressenza IPA

Quest'articolo è disponibile anche in: Inglese

Gambia: le innumerevoli vittime di Yahya Jammela, tra assassinii, torture e esilio
(Foto di wiki)

La mappa della Repubblica del Gambia“Questa scia di esecuzioni rappresenta un enorme passo indietro non solo per il paese ma anche per la difesa del diritto alla vita nel mondo”: tratto dal rapporto inviato da Mercedes Guerrero sulla piattaforma messaggistica della Federazione Internazionale dei partiti umanisti, dei quali fa parte la signora Guerrero.

Salve a tutti:
Sono avvenute 9 esecuzioni in Gambia, mentre altri 38 detenuti potrebbero seguire la stessa sorte. Vari amici di questo piccolo paese si sono messi in contatto con me oggi. Sono terrorizzati perché, oltre alle esecuzioni, si stanno verificando anche arresti, uccisioni e torture. La lista delle vittime va allungandosi (lettera scritta da un gambiano negli USA).

Invio in allegato la lettera da me scritta e inviata come “cittadino del mondo” attraverso il sito del presidente per protestare contro queste esecuzioni in Gambia. Se sei d’accordo con questo appello, puoi copiare la lettera e inviarla. Più siamo, maggiore sarà l’effetto. Meglio ancora se nell’appello sono inclusi nomi di organizzazioni, associazioni e così via, visto che a questo presidente importa ben poco delle singole persone.
Un abbraccio
Mercedes
*****************

A: Dr. Yahya A.J.J. Jammeh, Presidente della Republica del Gambia

Christof Heyns, ispettore speciale delle Nazioni Unite per le esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie ha sollecitato la Repubblica del Gambia a fermare l’esecuzione di altri 38 detenuti nel raggio della morte, condannando inoltre quelle già avvenute, e facendo appello perché si sospendano ulteriori esecuzioni.

Heyns ha dichiarato: “La mia preoccupazione è che queste condanne a morte siano state emesse in violazione delle principali norme internazionali, tra le quali quelle riguardanti i crimini più gravi. Stando alle testimonianza disponibili, non sono stati garantiti i normali diritti processuali”. Heysn ha anche aggiunto: “Le esecuzioni, avvenute in segreto, lontano dal pubblico e dalle famiglie, non rispondevano ai requisiti di trasparenza”.

“Questa scia di esecuzioni rappresenta un enorme passo indietro, non solo per il paese, ma anche per la difesa del diritto alla vita in tutto il mondo”.

Lettera inviata a Jammeh: “Io, cittadino del mondo, faccio appello al Governo del Gambia perché assicuri il rispetto e l’applicazione delle proprie leggi, e perché mantenga i propri impegni sia nei riguardi della Convenzione Internazionale dei diritti civili e politici sia rispetto alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani delle Nazioni Unite.

Io, cittadino del mondo, chiedo al presidente Jammeh di fermare immediatamente tutte le esecuzioni, al fine di sottoporre a revisione tutte le sentenze di condanna a morte e controllare che siano state emesse nel rispetto delle leggi interne del Gambia e dei suoi impegni internazionali.

Nome:
Paese:

Traduzione dall’inglese di Giuseppina Vecchia

 

Categorie: Africa, Politica
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