La green economy non dovrebbe essere considerata come naturale

14.06.2012 - Río de Janeiro - CLADE -

Con l’avvicinarsi di Rio+20 e soprattutto di fronte alle tendenze ufficiali di appoggiare un progetto globale basato su nozioni di sviluppo sostenibile e green economy, la Campagna Latinoamericana per il Diritto all’Istruzione (CLADE) presenta le proprie “Considerazioni Generali sul Documento Zero – Il Futuro che Vogliamo rispetto a Rio+20”.

La CLADE osserva che i dibattiti ufficiale sono orientati verso il paradigma di sviluppo e futuro, così come indica lo slogan “Il Futuro che Vogliamo”, in contrasto con le idee dei movimenti e delle associazioni che reclamano un altro mondo possibile, non solamente nel futuro ma nel presente. “Ci preoccupa che l’idea di una mercificazione della natura e della vita siano implicite nel Documento Zero”, dichiara.

Al contrario, la CLADE difende i concetti di diritti umani, giustizia sociale e ambientale, unendosi alle richieste del Gruppo di lavoro Istruzione e alla società civile appartenente ai movimenti per un modello di sviluppo capace di far fronte all’idea di green economy e spingere per la valorizzazione della vita e il rispetto della Madre Terra.
Nel video, Camilla Croso, coordinatrice di GLADE, commento la posizione della campagna e sottolinea l’importanza di proiettare il dibattito oltre Rio+20, mettendo a punto in concreto il concetto di diritti umani, giustizia sociale e ambientale.

Tradotto da Eleonora Albini

Categorie: Comunicati Stampa, Ecologia ed Ambiente, Sud America

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