L’Esercito di Liberazione Nazionale Irlandese rinuncia alla violenza

17.10.2009 - Dublino - Nación Humana - Medios de Comunicación para la No-violencia

Il comunicato è stato reso pubblico dal braccio politico dell’INLA, il Partito Socialista Repubblicano Irlandese, con un atto celebrato lo stesso giorno a Bray, città a sud di Dublino. “L’INLA ha informato il movimento social repubblicano che dopo un serio processo di dibattiti e confronti, è stato deciso di porre fine alla lotta armata” ha detto il portavoce Martin McMonagle.

Nonostante il comunicato non facesse riferimento al disarmo, si sa che i negoziati sono già in essere e che il Governo britannico spera che il processo finisca a Febbraio, come indica la BBC.
In questo senso, il Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord, Shaun Woodward, che ha accolto con soddisfazione l’annuncio dell’INLA, ha sollecitato il gruppo affinché distrugga le armi entro Febbraio ed ha aggiunto: “E’ fondamentale che alle parole seguano i fatti”.

Il gruppo era in tregua da 11 anni, dopo aver assassinato 113 persone tra il ’75 (anno della scissione dall’IRA) e il 2001. Tra le vittime, 42 civili, 46 membri delle forze di sicurezza del Regno Unito, 16 paramilitari repubblicani e 7 paramilitari unionisti. Tra gli atti terroristici anche l’autobomba che nel 1979 uccise Airey Neave, direttore dell’ufficio privato dell’allora Primo Ministro Margaret Thatcher.

Il Ministro degli Esteri Irlandese, Michael Martin, ha riportato che il comunicato dell’INLA è un segnale di aumento della stabilità politica e, prima dell’arrivo a Dublino del Segretario di Stato Hillary Clinton, ha dichiarato ai giornalisti: “la rinuncia alla violenza di un gruppo implicato in azioni terroristiche in Irlanda del Nord, è un atto importante”.

Anche lo Sinn Fein, alleato politico dell’IRA, ha accolto con soddisfazione la notizia, sebbene con un certo scetticismo. “E’ un fatto importante, sempre che ad esso seguano azioni concrete” ha affermato il leader Gerry Adams in un comunicato.

L’edizione di domenica nel “Sunday Tribune” affine all’INLA, sosteneva che il gruppo rinunciava alla violenza quello stesso giorno.
Fonti: BBC / EUROPA Press

Tradotto dallo spagnolo Eleonora Albini

Categorie: Europa, Politica

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