La Marcia Mondiale attraversa i Balcani e punta verso la sede dell’ONU. Istanbul – Ginevra

28.10.2009 - Istanbul - Pressenza IPA

Istanbul, la quinta città più grande del mondo, crocevia e anello di congiunzione fra Europa e Asia, celebra l’arrivo della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza nei Balcani, con una grandiosa manifestazione lungo le strade della città invocando un mondo senza armi, senza odio e senza violenza, e una giornata di conferenze, dibattiti, concerti.
Continua la staffetta fra le delegazioni della Marcia. A Istanbul è avvenuto il passaggio di testimone fra il team mediorientale e quello che nelle due settimane a venire percorrerà praticamente tutta l’Europa sud orientale fino alla sede dell’ONU a Ginevra passando per Salonicco, Skopje, Pristina, Belgrado, Sarajevo, Zagabria, Lubjana, Trieste, Vicenza. Alcuni di questi luoghi negli ultimi anni sono stati teatro di enormi atrocità e violenze perpetrate su gente civile inerme. Alcuni di questi luoghi sono passati alla ribalta della cronaca diventando tristemente noti per operazioni di pulizia etnica, deportazioni, violenza su donne e bambini. Qui più che altrove il passaggio della Marcia raccoglie la voce di tutti coloro che hanno vissuto in direttamente o indirettamente questa spirale di violenza e che abbracciano il messaggio di cui la delegazione si fa portatrice.

“La mia speranza è quella di trovare in questi Paesi futuri ambasciatori di pace. – ha detto Giorgio Schultze, portavoce europeo della Marcia – Se noi trovassimo una persona in ogni Paese in grado di vedere quali sono le radici della violenza, se noi trovassimo persone in grado di vedere qualcosa di sacro in ogni essere umano allora avremmo trovato un punto di inizio per porre fine alla violenza”.

Nel commentare le tensioni tra comunità turche e curde che attraversano la Turchia, Eduardo Gozalo, membro del team Medioriente sostiene che “esiste un tentativo e un proposito di pace che va supportato e debitamente mediato. Ciò ovviamente non significa supportare una o l’altra parte quanto piuttosto appoggiare concretamente un progetto di distensione a prescindere da che parte questo provenga. Dobbiamo provare a concepire e vedere noi stessi come parte di un disegno ampio, altrimenti le nostre differenze all’altro ci porteranno sempre alla violenza e alla prevaricazione”.

Foto:
[http://picasaweb.google.com/pressenzaimmaginiitalia/WorldMarchInIstanbul#](http://picasaweb.google.com/pressenzaimmaginiitalia/WorldMarchInIstanbul# “http://picasaweb.google.com/pressenzaimmaginiitalia/WorldMarchInIstanbul#”)

Video: [http://www.youtube.com/watch?v=IZcikHEyLLc](http://www.youtube.com/watch?v=IZcikHEyLLc “http://www.youtube.com/watch?v=IZcikHEyLLc”)

Video in alta risoluzione:
[Video Istambul](http://videoforum.theworldmarch.org/index.php?action=videos;sa=downfile;id=649)

Categorie: Comunicati Stampa, Cultura e Media, Medio Oriente
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