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9 de febrero de 2012

Programma Nazionale per il Disarmo in Argentina: distrutte 100 mila armi in potere della società civile

Da dicembre 2007, quando è iniziato il Plan Nacional de Desarme, sono state distrutte volontariamente 100 mila armi in possesso di cittadini di tutto il paese. Il Ministerio de Justicia y Derechos Humanos dell'Argentina ha deciso di continuare con questo Piano per altri due anni, contando sull'appoggio di numerose ONG e familiari di vittime di delitti armati.

Pressenza Buenos Aires, 05/11/09 Il Ministerio de Justicia y Derechos Humanos dell'Argentina, il 30 ottobre, ha fuso 31 mila armi raccolte nel contesto del Plan Nacional de Desarme. Con questa nuova distruzione, da dicembre 2007, quando è iniziato il programma, sono state superate le 100 mila armi. Il Director Nacional del Registro Nacional de Armas (RENAR), Andrés Meiszner, ha informato l'agenzia stampa Télam che le armi distrutte "sono state consegnate volontariamente dai cittadini di tutto il paese da aprile a dicembre del 2008, in cambio di una retribuzione che andava dai 100 ai 400 pesos (da 25 a 100 dollari). Julio Alak, titolare del Ministerio de Justicia y Derechos Humanos, ha assicurato a Télam che grazie al programma “siamo riusciti a distruggere l’8,6% del totale delle armi registrate nel paese." Si tratta approssimativamente di un milione di unità che includono rivoltelle, fucili, carabine e mitragliatrici dei più vari calibri. Il funzionario, con l'appoggio del Presidente Cristina Fernández Kirchner, ha deciso di prorogare per oltre due anni il piano. L’"Argentina è uno dei paesi con minor indice di mortalità da armi da fuoco in America latina e stiamo lottando per diminuirlo ancora a partire da misure interessanti e concreti come questa", ha aggiunto Alak. La provincia di Buenos Aires farà la stessa cosa con le armi di origine criminale. "Abbiamo già 80 mila armi identificate in sede giudiziale e altre 10 mila nel Registro Provincial de Armas, alle quali si unisce la raccolta di quelle ad uso civile", ha spiegato il Ministro de Justicia bonaerense, Ricardo Casal. L'iniziativa conta sull'appoggio di svariate ONG e familiari di vittime di delitti armati. Adrián Marcenac, padre di un giovane assassinato nel quartiere Belgrano di Buenos Aires nel 2006, ha assicurato che "con quest’iniziativa sia lo Stato che le associazioni civili, stiamo cercando di informare la cittadinanza sul rischio della detenzione di armi in casa." Infine, Marcenac ha commentato che esiste un'iniziativa, una prova pilota, nella zona di Necochea e Mar del Plata per creare "un comune senza armi."

Traduzione dallo Spagnolo di Annalisa Pensiero

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