Agência Internacional de Notícias Pressenza

22 de fevereiro de 2012

Polizia siriana arresta i manifestanti che protestano contro il regime

La straordinaria ondata di proteste in Siria si è trasformata nella maggiore sfida attuale contro il regime del partito socialista arabo Baath. Il giorno successivo alle manifestazioni di migliaia di persone, scese in piazza a favore della democrazia, durante le quali ci sono stai 9 morti, le autorità siriane hanno eseguito arresti di massa.

Pressenza Beirut, 02/04/11 Pressenza Beirut, 02/04/11 Stati Uniti e Onu hanno denunciato il ricorso alla forza nei confronti dei manifestanti, convocati dall’opposizione per protestare contro i mancanti annunci del presidente Bashar Al Asad di una riforma democratica importante.

Circa 200 persone sono tornate a manifestare lo scorso sabato di fronte al Palazzo di Giustizia di Deraa. “Meglio morire che essere umiliati” e ancora “libertà, libertà” gridavano le 40 persone poi arrestate a Duma, 15 Km a nord di Damasco, a Homs (160 Km a nord) e a Deraa, epicentro della rivolta (100 Km a sud della capitale).

Nel corso della mattinata sono stati arrestati l’architetto Jaled Al Hasan, l’avvocato Hasan Al Aswad e il professor Isam Mahameed, secondo fonti dell’osservatorio siriano dei diritti umani, con sede a Londra.

Venerdì era stato ucciso un giovane a Sabamein e altre otto persone erano morte a Duma quando, all’uscita di una moschea, i manifestanti avevano lanciato pietre contro la polizia che aveva risposto aprendo il fuoco, secondo un testimone. Tuttavia, la televisione ufficiale ha trasmesso interviste a tre agenti di sicurezza ricoverati in ospedale i quali hanno dichiarato “durante la manifestazione c’erano franco tiratori che sparavano dai tetti e altri in moto incappucciati”. Nella città industriale di Homs, in seguito alle manifestazioni, sono state arrestate 17 persone.

L’ osservatorio per i diritti umani ha diffuso un comunicato nel quale esige “che siano liberati tutti i detenuti, che cessino le incarcerazioni illegali degli oppositori politici e si adottino misure che permettano ai cittadini di manifestare liberamente i propri diritti”.

Gli USA hanno sottolineato “il coraggio e la dignità” dei manifestanti, condannando l’uso della violenza. D’altro canto Ban Ki-Moon si è dichiarato “profondamente preoccupato per la situazione in Siria, da dove provengono notizie di altri civili uccisi durante le manifestazioni” antigovernative, come si apprende anche da un suo comunicato ufficiale. Ban Ki-Moon “deplora l’uso della violenza contro i manifestanti pacifici esortando affinché cessi immediatamente” e si rivolge nuovamente al governo siriano affinché adempia agli obblighi internazionali in materia di rispetto dei diritti umani”.

Tradotto da Eleonora Albini

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