Agenzia Stampa Internazionale Pressenza

09 febbraio 2012

Organizzazioni sociali di Panama rifiutano l'installazione di basi militari statunitensi

Movimenti contadini e indigeni, insieme a organizzazioni di docenti, studenti e lavoratori si sono espressi contro la firma dell'acccordo tra i governi del Panama e degli Stati Uniti, prevista per il 30 ottobre, per la reinstallazione di basi militari. Il progetto sarebbe inquadrato nel Piano Colombia, ora denominato Iniziativa Mérida, progettato dal governo statunitense.

Pressenza Panama, 21/10/09 Le organizzazioni associate nel Fronte Nazionale per la Difesa dei Diritti Economici e Sociali di Panama (FRENADESO), hanno espresso il loro rifiuto verso il progetto promosso dal governo di Ricardo Martinelli.

Il Fronte Nazionale per la Difesa dei Diritti Economici e Sociali di Panama (FRENADESO), che riunisce organizzazioni di tutto il paese, ha dichiarato la sua opposizione al progetto avviato dal governo di Ricardo Martinelli.

Il ministro del Governo e della Giustizia, José Raúl Mulino, ha informato che la firma dell'accordo per l'installazione di basi militari degli Stati Uniti a Panama è prevista per il 30 ottobre prossimo.

Saúl Méndez, Coordinatore della Direzione Nazionale del FRENADESO, ha affermato che “è inaccettabile” per i panamensi l' installazione di basi militari statunitensi mascherata dal pretesto della lotta contro il narcotraffico.

“Per questo popolo, che ha dovuto affrontare l'esercito più potente del mondo per riavere il proprio territorio e riunirlo in una sola nazione, è inaccettabile che adesso ben noti traditori del nostro paese vogliano negoziare una nuova presenza militare statunitense”, ha dichiarato Mendez.

A sua volta, Andrés Rodríguez, Segretario Generale della Associazione dei Professori della Repubblica di Panama (ASOPROF) ha sottolineato l'importanza di non ripetere gli errori del passato: “Ci siamo liberati a poco a poco del potere decisionale del governo statunitense sui governi panamensi, ora non torneremo indietro nella storia”.

Rodríguez ha invitato il popolo panamense a esigere spiegazioni dal governo su questo progetto e a manifestare il proprio rifiuto: “Abbiamo diritto all'autodeterminazione sul nostro territorio, abbiamo il diritto di decidere sul nostro territorio".

Tradotto dallo spagnolo da Valerio Marinai

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