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8 de febrero de 2012

A Torino l'Acqua Pubblica rimarrà pubblica

Torino è la prima grande città italiana a deliberare una modifica dello Statuto che impegna la Città a mantenere in mano interamente pubblica gli impianti e la gestione del servizio idrico integrato. Il Comitato Acqua Pubblica Torino: "non esiste un precedente di così vasto coinvolgimento popolare alla politica istituzionale della città".

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Membri del Comitato per l'Acqua Pubblica davanti al Palazzo del Comune di Torino

Pressenza Torino, 10/02/10 La delibera, che aveva ottenuto il parere favorevole di tutte e 10 le Circoscrizioni cittadine, è stata ufficialmente approvata l'8 febbraio.

Sotto lo slogan l’acqua è un bene comune e non una merce il Comitato Acqua Pubblica di Torino ha raccolto, in meno di 4 mesi, 12.085 firme di cittadini torinesi a sostegno della delibera di iniziativa popolare che, modificando lo Statuto della città, stabilisce che:

  • il servizio idrico integrato non ha scopo di lucro

  • la proprietà della rete di acquedotto e distribuzione è pubblica e inalienabile

  • la gestione è attuata esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubbliche

  • a ogni cittadino è assicurato gratuitamente un quantitativo minimo vitale d’acqua al giorno.

Il Comitato Acqua Pubblica di Torino, sostenuto da una vivace mobilitazione popolare e alcuni consiglieri di SD, PRC e PD, ha vinto sul tentativo del Sindaco Chiamparino e dei consiglieri di maggioranza di emendare la delibera dopo averne stravolto il testo in modo da snaturarla. La grande partecipazione popolare e la ferma opposizione del Comitato hanno portato a una soluzione "non ottimale ma accettabile" secondo le dichiarazioni del Comitato stesso.

"Non esiste un precedente di così vasto coinvolgimento popolare alla politica istituzionale della città - dichiara il Comitato Acqua Pubblica Torino - I torinesi si sono avvalsi degli strumenti di partecipazione previsti dal Regolamento comunale che stabilisce in almeno 5000 le firme necessarie, da raccogliere in quattro mesi, per presentare una delibera di iniziativa popolare. Averne raccolte più del doppio, senza neppure arrivare alla scadenza dei termini, è segno della diffusa sensibilità civica verso un bene comune come l’acqua, e di volontà comune che la sua proprietà e gestione siano pubbliche. Questa è la garanzia, anche per il futuro, che la nostra azienda idrica non venga ceduta né in tutto né in parte ai privati.”

E' già in corso una raccolta firme per la presentazione di un’analoga proposta di modifica dello Statuto della Provincia di Torino, ente che ha una parte importante nelle scelte sulla gestione delle risorse idriche.

Per approfondimenti: www.acquapubblicatorino.org

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