Lluís Gisbert:
“La forza che muove il sole e le stelle è la stessa che muove l’anima umana”.

Nasce a Barcellona, il 19 dicembre 1967, nell’incantevole quartiere di Gracia. A trent’anni, attraverso dei corsi di astrologia, filosofia e psicologia junghiana impartiti dal filosofo e astrologo Enrique Eskenazi a Barcellona, scopre la sua passione per l’astrologia. Più tardi si laurea presso la Facoltà di Studi Astrologici di Londra, con Marta Xargayó come tutore. Lluís Gisbert è anche professore di Yoga. Attualmente si dedica completamente all’astrologia, sia come consulente che come insegnante, o dando conferenze.

Sei arrivato all’astrologia per caso…

Sì, sono arrivato all’astrologia per caso nel 1997, prima non mi aveva mai interessato. Ho scoperto che, lontana dalla divinazione tradizionale, l’astrologia era una conoscenza legata ad altre conoscenze, come la mitologia, la psicologia junghiana, una visione del mondo che aveva a che vedere con una filosofia. Ero entusiasta, appassionato, in uno stato molto simile all’innamoramento. Ci si può innamorare e spaventarsi, tirarsi indietro e non osare! In questo caso, ho osato. Mi sono buttato nella piscina. – ride.

L’astrologia è millenaria.

L’astrologia nasce duemila anni prima di Cristo in Mesopotamia. Da sempre è stata una psicologia umana. La visione che lo psicologo Carl Gustav Jung ha portato al mondo si può gemellare in modo significativo con l’astrologia, collegando i quattro elementi dell’astrologia con le quattro funzioni psicologiche di Jung. Concetti come gli archetipi, l’inconscio collettivo, ecc., hanno un’affinità molto intima con ciò che i pianeti simbolizzano. Grazie a Jung e a astrologi che erano psicologhi junghiani si è aperta una visione dell’astrologia chiamata anche astrologia umanista o psicologica.

Perché il momento e il luogo del primo alito di vita sono così importanti?

E’ l’essenza dell’astrologia, lo spirito di qualcosa quando inizia. Quando nella vita abbiamo un progetto, un’impresa che sta attraversando una tappa di crisi o di decadenza, a volte cerchiamo di andare alle origini di quel progetto per trovare lo spirito del principio, che ha fatto sì che nascesse con passione, con illusione, con entusiasmo e che magari abbiamo perduto. L’inizio di qualcosa ha a che vedere con lo spirito di un tempo, con la qualità di un tempo.

Figli di un instante dello spazio-tempo?

Sì, siamo figli di un tempo, di un istante nel tempo. Quando l’astrologo costruisce la carta di un essere che nasce sulla Terra, cerca l’istante in cui è nato e vincola i due piani, quel punto della Terra che vede nascere un essere e come si relaziona quell’istante con il sistema solare. L’astrologia ha qualcosa di essenziale e ci mostra che l’essere umano fa parte della Terra e dell’universo, che non siamo enti separati da ciò che ci circonda e di cui facciamo parte, che siamo siamo cosmi in azione. C’è una sincronicità, una corrispondenza tra la nascita di un essere qui sulla Terra e le configurazioni planetarie che ci sono in cielo.

Lo spirito di un tempo…

Come un degustatore di vini, che sorseggiando un vino ti può dire che è del tal luogo, per esempio del Penedés, e dell’annata ’87, può percepire che quel vino è figlio dello spirito di un tempo. Come nella collettività, nell’arte pure possiamo vedere un tempo in cui l’arte si rinnova, epoche in cui appaiono avanguardie, irrompe il surrealismo, ecc. E’ quell’idea per cui il tempo ha uno spirito e per cui quando nasciamo siamo figli dello spirito di quel tempo, e questo resta impresso nell’anima di quella persone come qualcosa di essenziale della sua individualità.

L’astrologia non giudica.

E’ così, per l’astrologia vera non esistono temi natali buoni o cattivi, o concetti come qualcosa di buono o di cattivo in una carta natale. L’agricoltore che coltiva arance sa che non ci saranno arance nel mese di luglio e che per veder maturare le arance bisognerà aspettare settembre o ottobre. Altra questione è come uno diventa sensibile a quel tempo, può essere che la vita mi stia chiedendo di “mettermi alla prova”, di materializzare, di responsabilizzarmi di qualcosa, e che io stia cercando di andarmene in vacanza, quindi avrò problemi, non perché quel tempo sia cattivo o perché l’astrologia predice che mi andrà male, ma perché non sono sintonizzato con lo spirito di quel tempo. Scoprire che l’astrologia ci permette di sensibilizzarci e vivere molto più in accordo a quel tempo è fondamentale.

E come strumento di autoconoscenza?

Se parliamo di autoconoscenza, non sarà una conoscenza al servizio dell’ego, affinché la vita vada come voglio io, perché ciò che l’astrologia discute è proprio quel “io voglio”, ma sarà lo strumento affinché la nostra volontà si allinei con le qualità del tempo delle nostre vite, l’essere sensibili al “quando”, e poter vivere molto più in accordo alla nostra verità essenziale. Molte volte vogliamo ciò che in noi non vogliamo e questo fa sì che nella vita ci apriamo a una serie di sintomi e di limiti, che possiamo vedere come frustrazione o, al contrario, come opportunità per allinearci e di domandarci se è davvero ciò che vogliamo. L’astrologia è una mappa al servizio del “Se stesso”, dell’anima, non dell’ego.

James Hillman diceva che gli dei si manifestano attraverso i sintomi.

Il sintomo fa sì che l’io entri in crisi e obbliga a un cambiamento, nel senso di domandarci se stiamo vivendo in accordo a ciò che vogliamo dentro di noi, non nel senso del nostro io quotidiano ed egoico, ma nel senso di quell’idea del daimon socratico. Se si vuole vivere una vita molto lontana dall’idea per cui uno si trova qui, la vita sarà piena di sintomi. Questi sintomi sono limiti alla volontà, ma sono anche l’opportunità per cui ci si può riorientare per vivere molto più in accordo con se stessi.

Accettarci così come siamo.

Sì, l’accettazione di chi si è. Nasciamo come esseri unici e irripetibili, ma inconsapevoli di chi siamo. All’inizio viviamo un’individualità cristallizzata secondo l’idea presente nel nostro ambiente, le aspettative sociali, familiari. L’astrologia ci può aiutare ad aumentare il nostro accordo con noi stessi, ad accettare e scoprire la nostra vera natura, la nostra verità più essenziale.

L’astrologia è mitologia?

L’astrologia, legata fin dal principio alla mitologia, nasce a Babilonia. Tutti sappiamo che la mitologia romana sorge da quella greca, e quella greca dalla mitologia babilonese. La mitologia nasce dalla psiche umana, esprime archetipi, principi universali che governano l’anima umana, in cui l’essere umano si è sempre sentito riflesso e si è riconosciuto. Il cielo come metafora, come simbolo. Per questo Jung e Freud recuperano il mito in psicologia.

Platone parlerebbe del doppio celeste…

Sì, potremmo immaginarci che ogni essere umano ha un doppio celeste, così come ogni casa fisica, tangibile, ha un piano in un ambito che non è tangibile, che non è visibile, e pertanto quella casa è figlia di quel piano. In cielo sarebbe impressa l’idea per quale quale siamo nati. E’ un’idea platonica, molto legata all’astrologia, nel senso che quel doppio celeste contiene l’idea per la quale siamo qui. Ciò che è legato all’astrologia è che tutto ciò che nasce, nasce e si materializza perché fa parte ed è la manifestazione di un’idea che non è sul piano tangibile, e che ha a che vedere con il cielo. Quello è il cielo di cui parla l’astrologia, non del cielo fisico, bensì di ciò che simbolizza nell’essere umano.

Per esempio, Venere.

Venere per l’astrologo, espresso su un piano mitologico, è Afrodite, la dea dell’amore, dell’armonia, che si esprime nei diversi piani. Platone parlerebbe del principio di attrazione dell’universo. Ciò che ci attrae, la bellezza, il desiderio di pienezza, di totalità, il desiderio dell’altra “metà della mela” che abbiamo è in realtà un desiderio di ricerca incosciente della totalità perduta. Tutto questo ci sta parlando dello stesso principio venusino. L’essere umano quando ha guardato il cielo ha visto principi universali, atemporali, che muovono l’anima umana. Questa legge di corrispondenze, di simili, fa sì che l’astrologia sia poesia.

L’astrologia è minoritaria.

La vera astrologia non è un prodotto di consumo in più, ci riporta a concetti antichi, come quello dell’“anima mundi”, per cui l’universo e il cosmo sono vivi. L’essere umano ha guardato il cielo e ha trovato che dietro quell’apparente e laborioso movimento celeste c’era un logos, astro-logia, un’intelligenza cosmica, che negli astri aveva ritmi, cicli, per quello ci sono la matematica, la musica, la geometria, ecc. Così come un marinaio utilizza il cielo per orientarsi sul mare, l’essere umano orientava la sua vita sulla Terra e si organizzata in accordo a quell’ordine trascendente. Questo, questa connessione tra il cielo e la Terra, si è persa, vediamo il cielo come materia morta da scoprire. Senza dubbio, la forza che muove il sole e le stelle è la stessa che muove l’anima umana.

Ed è complessa…

Sì, certo, non ci si arriva con un corso da fine settimana, puoi passare tutta la vita a impararla. Inoltre è legata a molte discipline, con l’astronomia, la filosofia, la psicologia, la musica… La maggior parte delle persone che studiano l’astrologia non si dedicano ad essa, ma possono approfondire la comprensione di se stessi e una nuova visione della vita.

 

Grazie mille Lluís.

(A un anno dalla sua scomparsa, vorrei dedicare questa intervista al nostro caro amico Paco Martínez, studioso come pochi della forza che muove il sole e le stelle e delle loro permanenti sincronicità).

 

Traduzione dallo spagnolo di Matilde Mirabella