Hande Kader, una donna transgender di 22 anni, professionista del sesso e attivista LGBT, è stata uccisa il 13 Agosto nella città di Istanbul. In Turchia le violenze contro le persone lgbt sono in crescita da tempo e non adeguatamente combattute. Secondo l’ONG Transgender Europe, la Turchia è il paese europeo dove avviene il maggior numero di omicidi nei confronti delle persone transessuali.

In memoria di Hande, nella città di Ankara, la sera del 20 Agosto un gruppo di persone si sono riunite in centro e hanno cantato una canzone dedicata a Hande. Successivamente è stata letta pubblicamente una lettera. Qui sotto la traduzione di entrambe. Tutto è visibile anche dal video girato per l’occasione: https://www.youtube.com/watch?v=afamc2qkSMc (sottotitoli in italiano da attivare).

Un ringraziamento speciale a Madi Media per la concessione di utilizzo del materiale audiovisivo, e a Francesco Pongiluppi per la consulenza linguistica.

 

Nell'altra faccia della notte
Sempre ci son state lacrime da versare
I nostri sogni erano terrorizzati da voi
In imbarazzo, nessuno sentiva la nostra voce

L'altra faccia della notte
I nostri peccati sempre son stati interrogati
I nostri cari in fuga da noi
Cosa ci è rimasto da perdere?

L'altra faccia della notte è la nostra stessa faccia
Le nostre speranze sono senza colpe
E senza via d'uscita

L'altra faccia della notte è la nostra stessa faccia
Inostri angoli senza fine
Le nostre strutture distrutte

Nell'altra faccia della notte
Sempre abbiamo avuto segreti da nascondere
Il nostro silenzio non è scappato da noi
Nessuno si è mai interrogato sulle nostre ragioni

Nell'altra faccia della notte
abbiamo avuto sempre delle parole da dire
In silenzio abbiamo paura di voi
In silenzio non abbiamo chiesto niente

(Vedat Sakman)

 

“Nei giorni scorsi la donna trans Hande Kader è stata rapita, è stata stuprata, è stata massacrata e bruciata. Anche il rifugiato omosessuale siriano Muhammed Wisam è stato rapito ad Istanbul. Anche lui è stato stuprato, è stato massacrato e infine decapitato.

Eylul Cansin, Figen, Okyanus Efe e tanti altri nostri cari si sono suicidati.

Noi persone lgbt non vogliamo più essere massacrate oppure spinte al suicidio. Rifiutiamo la vostra falsa moralità. Vogliamo vivere, lavorare e innamorarci con dignità. Vogliamo delle leggi che ci difendano e ci permettano di vivere. I nostri cari continueranno a vivere nelle nostre canzoni, nelle nostre poesie e nella nostra lotta. La nostra lotta continuerà finché conquisteremo non solo le notti ma i giorni interi e non solo i ghetti ma le città intere.

Con amore costruiremo nuove strade. Facendo l’amore città nuove.

Continueremo a far nascere altre Hande, Muhammed Nisam ed Okyanus Efe finché non cesserete di massacrarci.
L’amore vincerà sempre.”