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Uccisi due giornalisti freelance al confine tra Siria e Turchia

Mappa di Siria
Pressenza IPA | Pressenza

Reporters sans Frontieres condanna l’uccisione di due giornalisti freelance avvenuta dopo che le forze armate siriane avevano attaccato un gruppo di 50 persone che cercava di penetrare in Siria a Darkush, al confine con la Turchia. Il fatto è avvenuto tre giorni fa.

Subito dopo l’offensiva, i due giornalisti, di 28 e 32 anni, sarebbero tornati sul posto per recuperare la loro attrezzatura. Un veicolo militare siriano ha aperto il fuoco su di loro, uccidendoli.

Denunciamo questo deliberato doppio omicidio. Uno dei due, Walid Blidi, era un cittadino britannico di origine algerina. La nazionalità del suo collega, Nassim Terreri, non è stata ancora chiarita. Un altro giornalista sarebbe stato ferito nell’attacco, e si troverebbe nell’ospedale turco di Antakya, città di frontiera.

I giornalisti stavano progettando un documentario nel villaggio di Idleb, uno dei bastioni della contestazione, oggetto di una violenta repressione da parte delle forze lealiste del presidente Bashar al-Assad.

Di fronte al moltiplicarsi del numero di giornalisti freelance che si recano nei teatri di guerra, Reporters sans Frontieres deve constatare che è talvolta molto difficile accertarsi dell’identità e dello status di queste persone quando si trovano in difficoltà. Di conseguenza, vogliamo incoraggiare i giornalisti freelance a condividere le informazioni sui loro spostamenti con persone di loro fiducia, che potranno così eventualmente allertare le organizzazioni dei giornalisti e le autorità.

Questa tragedia è avvenuta il giorno dopo l’uccisione di un cittadino-giornalistaJawan Mohammed Qatana il 25 marzo, a Derbassiyeh, a nord di AL-Assakeh.

In considerazione della situazione in Siria, e dell’atteggiamento delle autorità, l’organizzazione della stampa libera raccomanda inoltre ai giornalisti di preparare il loro viaggio accuratamente, valutare i rischi, ed agire con prudenza.

Reporters sans Frontieres ricorda anche che esistono formule assicurative specializzate, sia nell’assistenza medica che per il rimpatrio, tra le quali quelle concordate da quest’organizzazione con la compagnia assicurativa April International Canada.

RSF raccomanda alle redazioni che si avvalgono del lavoro di giornalisti freelance di farsi carico del costo di questa assicurazione o, in alternativa, di tenerne conto nel conteggio della remunerazione. Tutta la professione deve mostrarsi più sensibile nei riguardi della sicurezza dei giornalisti, che svolgono un missione essenziale di informazione dalle zone di guerra.

[Informazioni utili per la sicurezza dei giornalisti all’estero](http://en.rsf.org/safety-resources-for-journalists-10-03-2011,39739.html)

Traduzione dal francese di Giuseppina Vecchia

Informazioni sull'Autore

Freedom of expression and of information will always be the world’s most important freedom. If journalists were not free to report the facts, denounce abuses and alert the public, how would we resist the problem of children-soldiers, defend women’s rights, or preserve our environment? In some countries, torturers stop their atrocious deeds as soon as they are mentioned in the media. In others, corrupt politicians abandon their illegal habits when investigative journalists publish compromising details about their activities. Still elsewhere, massacres are prevented when the international media focuses its attention and cameras on events. Freedom of information is the foundation of any democracy. Yet almost half of the world’s population is still denied it. rsf.org

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